Nuova ventata di assunzioni nella pubblica amministrazione. Dopo i blocchi degli scorsi anni, qualcosa finalmente pare muoversi sul fronte dei dipendenti pubblici: scuola ed enti amministrativi si apprestano a entrare nella seconda fase delle regolarizzazioni del personale assunto con “data di scadenza”.

Sono i precari la categoria cui è indirizzato il nuovo decreto del Ministero della Funzione Pubblica guidato da Gianpiero D’Alia, che prevede l‘esclusività, fino al 2015, per gli assunti a titolo non definitivo di accedere ai concorsi indetti per funzionari pubblici. Agli atipici, infatti, la PA potrà dedicare alcune selezioni pubbliche fino a tutto il 2015.

Come noto, il numero dei non assunti a titolo definitivo dalla pubblica amministrazione è elevatissimo, oltre 250mila addetti se nel computo vien inclusa anche la scuola.


Sono 40 gli articoli che compongono il provvedimento annunciato dal Ministero della Funzione Pubblica e coprono uno spettro molto ampio dei settori di lavoro nella pubblica amministrazione, dalla cultura appunto, alle cattedre scolastiche.

La norma arriva a seguito dell’avvenuta proroga, fino al 31 dicembre 2013, dei contratti atipici della pubblica amministrazione, varata in fretta e furia dal governo nel primo Consiglio dei ministri della sua storia, subito dopo aver ottenuto la fiducia dai due rami del Parlamento.

Malgrado questo potere esclusivo che viene concesso agli enti pubblici al fine di stabilizzare quanti più precari possibile – nella fattispecie, coloro che hanno già maturato i requisiti per accedere alla posizione, ma che per ragioni finanziarie dell’ente o motivi di altra natura non hanno potuto ancora vedersi riconosciuto il diritto al posto fisso – anche dopo il 2015 per chi ha contratti in scadenza ci sarà una corsia preferenziale nelle selezioni pubbliche. Comunque sia, i fondi destinati alle assunzioni di questi lavoratori senza assunzione stabile non cambieranno, rendendo il cammino del decreto incerto fin dalle prime battute, se è vero che, in ogni caso, non verranno contemplate stabilizzazioni in eccedenza rispetto alle quote predefinite, favorendo, semmai, la mobilità verso le aree sotto organico.

Come già avviene da alcuni anni, poi, anche dopo il 2015, nei concorsi aperti anche agli esterni, una quota di posti in palio sarà comunque riservata ai precari di lungo corso, i quali, in aggiunta, potranno vedersi prolungati i contratti oltre i tre anni. Anche per le graduatorie, la loro validità viene spostata a tutto il 2015, il termine, cioè, entro cui potranno essere indetti concorsi ad hoc per le stabilizzazioni.

Sul versante scuola, novità interessanti per i presidi “in pectore” che hanno superato il concorso del 2012 poi annullato in sede di giustizia amministrativa, mentre per gli insegnanti di sostegno si annunciano novità interessanti, in virtù della promessa di entrata di ruolo dei posti previsti dal 2006, cioè, secondo le stime, 27mila docenti. Addio, da ultimo, alla disciplina che stabiliva il trasferimento coatto degli insegnanti.


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