Il problema è sentito in tutto il Paese. Da nord a sud della penisola, le cosiddette micro-discariche stanno gradualmente sostituendosi a spazi pubblici (un tempo) salubri e del tutto usufruibili. E sono proprio queste micro-discariche che, occupando anfratti di piazze, angoli di vie, ma anche aiuole e giardini, rischiano di deturpare seriamente la ‘naturale’ conformazione di molte città italiane. Sono soprattutto le periferie urbane a lamentare la presenza, sempre più ingombrante, di rifiuti abbandonati ovunque semplicemente per la  svogliata incuria, di indole tutta italiana, che si rivela pigra persino di fare due passi in più per sbarazzarsene ‘civilmente’. L’annosa questione è stata finalmente affrontata dal Comune di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano; si spera soltanto il primo di una lunga serie di seguaci ‘probi’ imitatori. L’iniziativa di contrasto alla malsana abitudine dello sperpero dei rifiuti nasce dal basso  e si propone di sostituire alla misere discariche delle piccole oasi verdi: vere e proprie aiuole di rigenero ambientale.

Il progetto, ribattezzato Zapping, è stato ideato dalla cooperativa di abitanti UniAbita, in collaborazione con il Settore Qualità Urbana del Comune di Sesto San Giovanni e l’Associazione Lavoro e Integrazione Onlus, dietro il rilevante sostegno di Legami Comunitari. Insieme, cittadini, associazioni e istituzioni, hanno dato il via ad un intervento di portata altamente innovativa che, anche se sperimentale, potrebbe apportare notevoli vantaggi alle aree urbane più degradate, rimanendo completamente a costo zero per il ComuneGià da tre anni l’intero quartiere promotore stava cercando di metter mano al problema delle micro-discariche. Ora però la svolta sembra risolutiva: l’obiettivo è quello di cambiare concretamente le abitudini di tutti, incoraggiando direttamente i cittadini a mantenere e soprattutto a promuovere un comportamento rispettoso degli ambienti urbani, in particolar modo di quelli periferici troppo spesso bistrattati e relegati a classe di serie B. 

D’altronde si sa, la bellezza del contesto in cui si abita genera altrettanta bellezza nei modi in cui si vive, comportando anche un semplice gesto un cambiamento che da solo basta a svecchiare le abitudini più consolidate. Sono numerose, poi, le zone del milanese nelle quali il desiderio di migliorare la qualità del ‘contesto’  si è manifestata esplicitamente, sfociando dal basso tramite la predisposizione di azioni progettuali più o meno consistenti che hanno avuto il merito di mutare i connotati di interi quartieri. In riferimento alla concretizzazione di progetti di riqualificazione legati al verde, il comune di Sesto, in particolare, ha già raccolto un rilevante numero di successi: dagli Orti della Bergamella, al Giardino degli Orti, all’OrCo-Orto Condiviso, alla Baby Aiuola e via dicendo. Il piano di lavoro contro le micro-discariche sarà avviato con un’apposita campagna informativa inerente le modalità di smaltimento degli oggetti più di impaccio, cioè quelli che, non potendo essere depositati all’interno dei condomini, vengono ritirati da Amsa direttamente sotto casa in via del tutto gratuita, semplicemente chiamando o prenotando online.


Il vero elemento che tuttavia dovrà incentivare le ‘buone pratiche’ sarà proprio il verde. Sono infatti proprio le piccole aree incontaminate, curate dagli stessi residenti, che, subentrando alle micro-discariche, fanno sperare di cambiare davvero le cose. “Riappropriarsi degli spazi pubblici da parte dei cittadini e insegnare il rispetto per il bene comune” ha ribadito a promozione dell’iniziativa l’assessore all’Ambiente Elena Iannizzi. “E’ fondamentale per far crescere una consapevolezza nuova sul rispetto per l’ambiente nel quale viviamo. In questo senso, il progetto ci aiuta a diffondere pillole di saggezza e di bellezza. Perché è più facile voler bene a un luogo pulito e curato”, ha così concluso Iannizzi. In fondo non c’è niente di più vero che il binomio che lega l’amore per l’ambiente all’amore per la vita, basterebbe soltanto imparare a volersi più bene…


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