Le province non hanno fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo per la sentenza della Consulta che già devono guardarsi da una nuova offensiva portata, questa volta, dal Governo Letta. Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok per il disegno di legge costituzionale che prevede l’abolizione degli enti intermedi. Il provvedimento è formato da soli 3 articoli; il primo dichiara semplicemente l’abolizione delle province, il secondo contiene tutti i rinvii di vari passaggi costituzionali nei quali sono citate le province ed infine il terzo prevede che c’è tempo fino a sei mesi dall’entrata in vigore di questo provvedimento per la soppressione delle province.

Viene “abolita la parola “province” dalla Costituzione”, ha dichiarato il premier Enrico Letta, parlando del ddl costituzionale varato dal Cdm. Nel processo per l’abolizione delle Province, cominciato oggi con il semaforo verde da parte del Cdm al ddl costituzionale, “salvaguarderemo in ogni caso le funzioni e i lavoratori”, ha assicurato il premier durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm.

Auspico che il Parlamento approvi il più rapidamente possibile” il ddl costituzionale che abroga le Province e li invito “a tenere conto dell’urgenza”, ha affermato Letta al termine della conferenza stampa. La mossa del Governo segue, infatti, la bocciatura da parte della Corte costituzionale del provvedimento del governo Monti che aboliva le Province. La Consulta ha spiegato che l’operazione non può essere effettuata per decreto legge. Il ddl si baserebbe su un piano per sostituire le province con “collegi delle autonomie”, formati dai sindaci.


Il ministro Gaetano Quagliariello, nel Cdm di oggi, ha annunciato il via alla consultazione dei cittadini sulle riforme che comincerà lunedi e verrà chiusa l’8 ottobre. “C’é stata un’informativa” sulla consultazione popolare “che ha oggetto i temi che la mozione parlamentare ha indicato essere le questioni di cui si occuperà il comitato dei quaranta”, ha detto Quagliariello. “Ha tre livelli: uno molto semplice, uno più sofisticato e uno che ha per riferimento coloro che professionalmente si occupano di riforme”.

In merito alla regolamentazione delle lobby “abbiamo dato mandato al ministro Moavero di fare un esame comparato con i principali paesi europei”, ha annunciato il premier nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri che ha avviato l’esame della questione. “Abbiamo fatto un inizio di discussione”, ha detto Letta, sottolineando che si tratta di una materia “molto delicata”. Quindi ci sarà il rinvio per permettere a Moavero di verificare le altre legislazioni europee in materia. L’esame, ha spiegato il premier, servirà “per far sì che le indicazioni che seguiremo siano compatibili con la normativa nei paesi Ue”. 


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  1. Perfetto! E una volta cancellati quei tre o quattro termini “provincia” presenti in Costituzione non basterà altro che andare a cancellare lo stesso termine presente nelle centinaia di migliaia di leggi, decreti, atti amministrativi, contratti, atti di natura civilistica e, perchè no, dal vocabolario della lingua italiana, dai quotidiani, dai libri, e da internet. Anzi, secondo me bisognerebbe pure vietare l’utilizzo scritto e verbale dei termini “provincia”, “provinciale”, “provincialismo” etc.
    Una volta fatto questo finalmente l’Italia sarà salva dalla crisi economica.

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