Tra le tante novità del decreto del fare, una delle meno note all’opinione pubblica, ma che ha destato notevole interesse tra gli addetti ai lavori, è quella del progetto dei 6000 campanili, che destina un plafond ai Comuni più ristretti per la realizzazione di progetti specifici.

L’enunciazione del piano si trova, all’interno del testo del decreto del fare, al punto 9 dell’articolo 18, nella sezione riservata al rilancio delle infrastrutture. Si prevede, nello specifico, che il Programma “6000 Campanili” verterà su “interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici pubblici, ovvero di realizzazione e manutenzione di reti viarie nonché di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio”.

Insomma, un’applicabilità vastissima, che, forse, trascende anche le concrete possibilità del fondo messo a disposizione delle piccole amministrazioni, che dovranno presentare progetti mirati per accedere a finanziamenti compresi tra 500mila e un milione di euro.


Nella fattispecie, per avvalersi del contributo previsto con il Programma dei “6000 Campanili” verrà stilato l’elenco dei requisiti entro i 30 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale – dunque dalla sua entrata in vigore, attesa comunque a breve – da parte del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti – Dipartimento per le infrastrutture, gli affari generali e il personale – e l’Anci.

Una volta che le caratteristiche per i richiedenti verranno messe nero su bianco, sarà emanato un decreto ad hoc per ufficializzare i criteri di accessibilità al plafond messo a disposizione dal governo nel decreto del fare.

In seguito alla pubblicazione del decreto con tutte le istruzioni, poi, i Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti avranno tempo 60 giorni per tentare di iscriversi all’elenco di beneficiari del piano di sviluppo, per accedere così ai finanziamenti messi a regime dal governo.

Sforare il budget di un milione di euro verrà concesso alle piccole municipalità aderenti al Programma, solo in caso queste abbiano già in cassa le risorse in eccesso rispetto al tetto individuato per i 6000 Campanili.

Insomma, sembra tutto chiaro e scandito, ma resta una certa perplessità degli operatori, che si interrogano sulla gestione di questo “conto” destinato ai piccoli enti locali e sulla effettiva realizzabilità dei progetti che andranno presentati, con il rischio di vedersi bocciare istanze già avviate in sede amministrativa per mancanza di requisiti o problemi di natura economica. Probabilmente, il quadro si chiarirà dopo la stipula della convenzione tra Ministero e Anci, la quale promuove, comunque, il Programma definendolo “una boccata d’ossigeno”.

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