Il decreto del fare è un decreto in divenire. A pochi giorni dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri, il provvedimento più chiacchierato degli ultimi giorni, conosce già una rivisitazione, in vista della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Gli articoli ora sono diventati 84 nel complesso e coprono una vastità di ambiti sociali, giuridici ed economici, come già noto dalla prima stesura che ha ricevuto l’ok dal gabinetto dei ministri.

“Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, è questo il titolo con cui è stato approvato il decreto del fare, che resta immutato nella scansione, ma trova già i primi ritocchi a poche ore dalla sua nascita ufficiale.


Le modifiche, insomma, non sono di carattere generale, dove rimangono ben saldi i punti di riferimento del decreto, con le misure per il sostegno alle imprese che si guadagnano la priorità in ordine di importanza, subito seguite dall’Agenda Digitale Italiana, a lungo attesa e, forse, mai così vicina al decollo.

In seguito, restano al loro posto tutte le previsioni inerenti le infrastrutture, naturalmente intoccabili anche le norme dedicate allo snellimento amministrativo, già oggetto anche del gemello decreto semplificazioni, oltre a quelle in materia fiscale e dedicate all’università e alla ricerca.

Capitolo corposo, che si trova soltanto nel decreto del fare, è invece quello del rimodellamento della giustizia civile, con il rientro a sorpresa della mediazione civile dopo la bocciatura della Corte costituzionale, oltre che al concordato preventivo e i magistrati assistenti in sede di Cassazione.

Vai al testo aggiornato del decreto del fare

 


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2 COMMENTI

  1. Sono d’accordo anch’io, è inutile chiedere tante cose quando si sa che la maggior di esse sono difficilmente realizzabili in considerazione dell’attuale situazione economica del nostro paese. Tanto vale chiedere di meno dopo una realistica riflessione sulla possibilità di ottenere le richieste fatte.

  2. La mia considarazione odierna, in argomento, prende spunto dall’ulteriore stesura del Decreto Legge che ha aumentato il numero degli articoli..
    Innanzitutto, una riflessione: ma il Decreto Legge non è un provvedimento normativo d’urgenza, da utilizzare solo in casi eccezionali?
    Sicuramente lo è ancora. Quindi se lo stanno adottando vuol dire che ci sono i presupposti della somma urgenza. Ciò vuol dire che siamo messi piuttosto male. Questo lo sapevamo. Ma siamo sicuri che legiferare su tutte queste materie, contemporaneamente, sia la cosa giusta?
    Io ritengo che ogni situazione, anche la più critica, vada affrontata con gradualità e con la rigorosa certezza del controllo di quanto si doveva attuare. Solo consolidando gradualmente quello che si era ritenuto di disporre si può costituire la base per risalire. So benissimo che il percorso sarebbe più lento ma forse potrebbe anche risultare più proficuo per ripartire. Diversamente, siamo sicuri che oltre 80 articoli di una decretazione d’urgenza produrranno qualcosa di assolutamente costruttivo?
    A me sembra la “nota politica” di colui che chiede 100 per ottenere 10 o anche meno, senza saperenon solo se, ma neanche dove lo si otterrà; d’altrnde, non sarebbe la prima volta che gran parte si perde nella tempistica, altra nei vari combinati disposti che non si combinano mai, altra ancora nei rinvii a norme di attuazione, ecc. Personalmente sono convinto che per ottenere 10 si debba chiedere 12 al massimo e controllare che quel 10 venga inderogabilmente ottenuto nei rigorosi modi e tempi disposti.
    Grazie dell’attenzione
    gconti

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