Il MoVimento 5 Stelle si è spaccato. Dopo settimane di voci, polemiche e minacce di scissione, il partito di Beppe Grillo perde ufficialmente i primi due pezzi alla Camere, con le defezioni degli eletti Alessandro Furnari e Vincenza Labriola nel Gruppo misto di Montecitorio.

La conferma è arrivata in tarda mattinata, quando a dare l’ufficialità è stato proprio il sito della Camera dei deputati, aggiornato con l’inserimento dei due ex grillini nelle file del Gruppo misto guidato da Pino Pisicchio.

Appena arrivata la conferma dell’addio dei due deputati dai banchi del MoVimento 5 Stelle, le pagine personali di Labriola e Furnari sui social network sono state pesantemente prese di mira, con tanto di insulti e offese rivolte ai due “traditori”.


Anche gli esponenti più in vista del MoVimento hanno dato il proprio benservito ai due transfughi, tra cui il neo capogruppo alla Camera Riccardo Nuti, che afferma: “Siamo felici per loro e gli auguriamo buon lavoro. La loro attività svolta in Parlamento è nulla. L’apporto in commissioni nullo e anche sull’Ilva non hanno fatto nessuna proposta di legge o dato idee in assemblea”.

Entrambi i dissidenti, infatti, sono originari di Taranto, Furnari nato nel 1976 e Labriola nel 1981 e, dunque, a sentire il nuovo numero uno alla Camera, che ha sostituito nei giorni scorsi Roberta Lombardi, nei primi mesi in Parlamento hanno brillato per inoperosità. Entrambi laureati in Scienze della comunicazione, sono stati eletti alla Camera senza disporre di occupazione fissa, casalinga l’una e libero professionista nella formazione alla comunicazione – che si definisce “vegetariano spinto” – lui.

Due membri non certo di spicco nell’universo grillino, che però oggi salgono alla ribalta delle cronache per essere i primi due a lasciare spontaneamente le schiere del MoVimento. Nel recente passato, infatti, anche il senatore Marino Mastrangeli si era allontanato dal recinto dei 5 Stelle, ma in seguito a un’espulsione, aperta dai parlamentari in riunione e approvata dai votanti in rete, per le famose interviste rilasciate a diversi talk show, in aperto contrasto con il Codice etico del M5S.

Anche il vicepresidente  della Camera Luigi Di Maio – sempre legato al MoVimeno 5 Stelle – non ha riservato parole d’encomio per la svolta dei due fuggitivi: “Siamo certi che al gruppo misto lavoreranno molto meglio, anche considerando che saranno finalmente liberi di disporre di tutto il denaro spettante senza dover più adempiere agli impegni presi con il codice di comportamento e col “fastidioso” Beppe Grillo. Argomento, questo, che hanno molto a cuore e su cui si concentra la loro “dissidenza”.

Ma le spine, per Beppe Grillo, non sono finite: dopo la mancata elezione di ieri alla Giunta per le elezioni del Senato, è guerra aperta tra il capogruppo a palazzo Madama Vito Crimi e il compagno di partito Michele Giarrusso, che aspirava a guidare l’organo consultivo. Tra i due, sarebbe scoppiato un alterco per il ritardo colpevole di Crimi alla sede dell’elezione del presidente, dove ha fatto mancare il proprio voto al collega candidato.


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