E’ ufficialmente partita la controffensiva per difendere l’ex premier Silvio Berlusconi da quello che viene stigmatizzato come “l’attacco dei giudici”. E’ possibile, infatti, aderire all’Esercito di Silvio, trovata un po’ goliardica, ma più che altro provocatoria fino all’eccesso, per chiamare “alle armi” tutti i fedelissimi del Cavaliere sparsi in giro per l’Italia.

Entrare a fare parte dei militari in difesa di Silvio è semplice: basta collegarsi al sito www.esercitodelalliberta.it e rilasciare i propri dati personali. Non è prevista nessuna idoneità fisica al momento, né abilità balistiche specifiche, per fortuna. L’unico requisito, non esplicitato, è comunque quello di ritenere Berlusconi come la vittima sacrificale di un sistema di giustizia che lo ha preso di mira dalla sua discesa in campo nel 1994.

Non a caso, infatti, tra i propositi del sito di arruolamento si trovano le dichiarazioni da sottoscrivere per riconoscersi nei principi guida che devono illuminare le gesta di ogni falange armata che si rispetti: “Io sottoscritto –  si legge – dichiaro di volermi arruolare nell’Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent’anni.”


Fortunatamente, i propositi del sodalizio militaresco non richiamano alcuna azione eversiva o di tipo violento, ma esclusivamente “eventi o manifestazioni in supporto del Presidente Berlusconi per affermare il principio che la sovranità popolare non può essere sovvertita in alcun modo tranne attraverso l’azione politica.”. Il che, naturalmente, non rende l’operazione più simpatica e ragionevole.

Addirittura, nel sito si trova la sezione Reggimenti, dove è possibile diventare Comandante territoriale dell’Esercito di Silvio, spingendo il proprio impegno fino al proselitismo per la causa comune di difesa dell’imputato che tiene il Paese sotto scacco da vent’anni. Per dare vita alle unità territoriali dell’esercito, allora basterà sottoscrivere un’ulteriore dichiarazione che, però, richiede anche un attestato di completo affidamento alla figura del Cavaliere, uno spazio bianco da riempire a piacimento sotto la consegna di “Amo Silvio perché”.

Il tutto, è bene sottolineare, con tanto di normativa sulla privacy da spuntare per la divulgazione dei dati personali. Insomma, al di là dei propositi belligeranti e fanfaroni, sembra tutto molto ben organizzato, e infatti tra i supporters dell’iniziativa ideata dal fido berlusconiano Simone Furlan si trovano le sigle dei Promotori delal Libertà e di altre organizzazioni legate alla più osservante galassia pdiellina.

Questo, accade in rete, nel mondo virtuale. In Parlamento, intanto, molto più concretamente è approdato un disegno di legge già ribattezzato “salva-Berlusconi” a firma nientemeno che del presidente della Commissione giustizia al Senato ed ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma, che prevede un semestre di interruzione dei processi in corso se i magistrati che lo stanno svolgendo si siano macchiati di dichiarazioni passibili di provvedimento disciplinare da parte del Ministero o dal Pg della Cassazione. A questo proposito, diverrebbe vietato per le toghe  “rendere dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”.


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