Attualmente, abbiamo un nipote di indubbie capacità politiche che svolge il ruolo di presidente del Consiglio. Come noto, lo zio di Enrico Letta è Gianni, braccio destro storico di Berlusconi e uomo di potere e istituzioni, con entrature privilegiate anche in Vaticano. Ora, la carica all’incapacità della politica arriva da un altro nipote, l’avvocato Aldo Bozzi, omonimo e parente di un personaggio della Resistenza che, negli anni ’80, guidò anche la prima Bicamerale.

Ma cosa porta oggi in vetta alle cronache il 79enne legale milanese, fino a ieri stimato professionista lontano dal dibattito nazionale? Il ricorso che lo presenta come prima di 28 firmatari, accolto dalla Cassazione, che ha rilanciato la patata bollente alla Corte costituzionale. E di un tema roventissimo si tratta, se si considera che l’oggetto dell’esposto di oltre 50 pagine inviato alla Suprema Corte da Bozzi e i suoi sodali riguarda il Porcellum, la legge elettorale più discussa – e mai abrogata – della seconda Repubblica.

In breve, la Cassazione ha disposto per la prima volta che sia la Consulta a pronunciarsi sulla costituzionalità della legge elettorale: una decisione storica, che arriva dopo anni di false partenze sul fronte politico per una riforma compiuta dell’architrave della democrazia.

E il memoriale consegnato da Bozzi è un attacco in piena regola nei confronti della legge Calderoli, dove sono elencati tutti i vizi di costituzionalità palesi che la contraddistinguono.

Per cominciare, la normativa sarebbe in contrasto con l’articolo 48 della Carta fondamentale, che sancisce il voto diretto per i singoli candidati concorrenti, così come nei confronti dell’articolo 56, in cui si riferisce al “suffragio universale diretto”.

Sostanzialmente, la legge attuale, con il premio di maggioranza nazionale alla Camera e 18 premi singoli al Senato, uno per regione, sarebbe garanzia esclusiva di “ingovernabilità”. Del resto, gli esempi non mancano: se si esclude la vittoria schiacciante del centrodestra alle elezioni del 2008, le altre due occasioni in cui il Porcelum è stato utilizzato per la ripartizione dei seggi – 2006 e 2013 – hanno portato a esiti tutt’altro che agevoli sul fronte delle maggioranze parlamentari, con la situazione attuale di un Senato dove nessuno comanda o, in alternativa, di schieramenti sorretti dal voto dei senatori a vita.

“La mia è una ribellione personale – ha spiegato Aldo Bozzi – si tratta di una legge vergognosa, un imbroglio pazzesco, che produce un parlamento di nominati e non di eletti”. Ora, quindi, toccherà alla Consulta dire l’ultima parola, sempre che, nel frattempo, la politica non si risvegli dal torpore degli ultimi anni a torni a fare la sua parte. La posizione della Corte è stata espressa, comunque, in una nota recente del Presidente Franco Gallo, che aveva sollevato forti dubbi sulla costituzionalità del Porcellum. Dunque, resta da vedere se la giustizia anticiperà la politica o se questa, per evitare l’ennesima figuraccia, arriverà finalmente a una riforma, come annunciato, del resto, dallo stesso Enrico Letta nel suo discorso programmatico di inizio mandato.

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2 COMMENTI

  1. Ritengo che, per garantire al popolo sovrano una maggioranza parlamentare stabile ed in grado di decidere da sola, pur ascoltando il parere degli altri partiti, debba essere modificato l’art. 67 della Costituzione, nella parte in cui dispone che ogni membro del parlamento ” esercita la sue funzioni senza vincolo di mandato”. Infatti, proprio tale facoltà autorizza il parlamentare che ha aderito ad un partito o coalizione a cambiare idea, privando gli elettori del proprio rappresentante politico, quando questi passa all’opposizione o viceversa, continuando ad usufruire dei benefici parlamentari pagati dal popolo sovrano. Ritengo che la legge elettorale debba prevedere nel caso di cambio di casacca le dimissioni, venendo sostituto dal primo dei non eletti. Nè ritengo giusto il passaggio nelle liste indipendenti, in quanto potrebbero modificare la maggioranza voluta dagli elettori. E’ come dire che una volta entrato in Parlamento si è garantita la vita agiata.

  2. LA CORTE COSTITUZIONALE CHE E’ IL GIUDICE DELLE LEGGI PONGA FINE A QUESTA LEGGE “PORCELLUM” CHE E’ LA VERGOGNA E LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA . RIBELLIAMOCI….AVV.UGO MORELLI, ROMA

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