Riforma del lavoro, finalmente l’Inps emana le istruzioni sui congedi parentali, uno dei capitoli più dibattuti – e contestati – della legge Fornero, che ha modificato radicalmente molti aspetti dei rapporti occupazionali tra datore e dipendente. 

Uno di questi, come si diceva, è proprio quello dei giorni di permesso a seguito della nascita di un figlio. Ora, a distanza di quasi un anno dall’approvazione della norma, l’istituto di previdenza ha confermato le specifiche per poter usufruire dell’allontanamento dal lavoro a seguito di un nuovo arrivo in famiglia.

Per i padri, il congedo previsto è di un giorno, riguardo la parte obbligatoria della riforma, cui potrà essere aggiunta quella facoltativa composta, invece di due giornate. Entro i 5 mesi dalla nascita, questi dovranno essere stati svolti entrambi, pena la decadenza al diritto a usufruire del mini ammortizzatore.

Naturalmente, per i padri che sceglieranno di avvalersi del diritto al congedo, le giornate di lavoro non svolte saranno riconosciute in toto a livello salariale e questo per diretto intervento dell’Inps, che si farà carico delle ore non lavorate. I criteri per accedere e vedere erogata la retribuzione completa delle giornate passate lontano dalla scrivania sono esattamente gli stessi in vigore per il diritto alla maternità.

I termini di 5 mesi sono validi anche in caso di parto plurimo e scattano a partire dalla data del parto, anche se questo fosse avvenuto in condizioni premature.

L’ultimo messaggio rilasciato dall’Inps riguarda proprio i datori di lavoro, con tutte le indicazioni per garantire si dipendenti il regolare accesso al congedo e per il versamento dell’indennità di congedo che verrà elargita completamente in anticipo al lavoratore, per poi essere coperta dallo stesso ente nazionale.

Così, per i datori viene raccomandato il ricorso al flusso Uniemens con le relative determinazioni causali, con i codici L60 per il congedo obbligatorio e L61 relativamente a quello causale.

La compilazione degli altri campi è indicata nelle istruzioni del messaggio Inps, che spiegano dettagliatamente gli elementi del flusso a cui ricorrere e i successivi codici da inserire, con MA8 per la giornata obbligatoria e MA9 per le due facoltative.

In conclusione, non bisogna confondere il diritto al congedo paternale obbligatorio con quello invece materno: il giorno di astensione, infatti, andrà sempre usufruito, mentre le due giornate facoltative potranno essere espunte dal periodo di sospensione lavorativa della madre, sempre che questa sia una lavoratrice con contratto da dipendente o, eventualmente, iscritta alla gestione separata Inps.

Vai alle istruzioni dell’Inps sui congedi parentali dopo la riforma Fornero


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