La maggior parte dei nomi sono quelli annunciati a seguito dell’incontro tra i capigruppo, ma c’è anche qualche sorpresa. Soprattutto, però, non ci si attendeva che, dopo gli accordi tra Brunetta e Schifani da una parte e Zanda e Speranza dall’altra, Pdl e Pd sarebbero incorsi nel primo impasse di maggioranza dalla nascita del governo Letta delle larghe intese. Il puzzle delle presidenze delle Commissioni è ormai completo, ma all’appello manca forse il tassello più importante per Silvio Berlusconi e, dunque, per la tenuta dell’intero asse di governo: la Giustizia.

Secondo i piani iniziali, infatti, a seguito della bocciatura netta dei capigruppo democratici sul primo nome avanzato dal centrodestra, quello cioè dell’ex ministro Paolo Romani, sembrava che le due sponde si fossero accordate sul nome, sempre di area Pdl, di Francesco Nitto Palma. Nella votazione di pomeriggio al Senato, però, l’ex Guardasigilli per ben due volte non ha superato il quorum per essere eletto a capo dell’organo consultivo che dovrebbe esaminare le proposte di legge nel tema che è da sempre più caro al Cavaliere. La sua candidatura non ha incontrato il favore dei senatori Pd. Ora, la poltrona resta vacante fino a domani, quando il voto sarà ripetuto ma si passerà alla maggioranza semplice. Il leader dei senatori Pdl, ed ex presidente dell’Aula, Renato Schifani, ha tuonato che “ognuno si assumerà le proprie responsabilità”, mentre sul fronte opposto si annuncia di presentare un candidato diverso nelle prossime chiame. Pdl e Scelta civica, insieme, potrebbero eleggere Nitto Palma alla Commissione Giustizia, sempre che, sul nome eventualmente proposto dal Pd, non decida di vertere il MoVimento 5 Stelle: unendo le forze, infatti, Pd e grillini potrebbero dare a Berlusconi il dispiacere più spiacevole e inatteso, vedere eletto un esponente “ostile” alla guida della fondamentale Commissione giustizia.

Intanto, però, il Cavaliere ha incassato alcune importanti vittorie, con l’elezione dei fedelissimi alle Commissioni, aggiungendo, in zona Cesarini, la sorpresa di Daniele Capezzone alla Commissione Finanze di Montecitorio, mentre per la giunta per le autorizzazioni a procedere, l’escamotage potrebbe portare alla nomina di Ignazio La Russa, ufficialmente all’opposizione con i suoi Fratelli d’Italia.

Di seguito, tutti i presidenti di Commissione eletti a Camera e Senato:

Camera (8 Pd, 5 Pdl, 1 Scelta civica):

– commissione Affari costituzionali: Francesco Paolo Sisto (Pdl).

– commissione Giustizia: Donatella Ferranti (Pd).

– commissione Esteri: Fabrizio Cicchitto (Pdl)

– commissione Difesa: Elio Vito (Pdl)

– commissione Bilancio: Francesco Boccia (Pd)

– commissione Finanze: Daniele Capezzone (Pdl)

– commissione Cultura: Giancarlo Galan (Pdl)

– commissione Ambiente: Ermete Realacci (Pd)

– commissione Trasporti: Michele Meta (Pd)

– commissione Attivita’ produttive: Guglielmo Epifani (Pd)

– commissione Lavoro: Cesare Damiano (Pd)

– commissione Affari sociali: Pierpaolo Vargiu (Sc)

– commissione Agricoltura: Luca Sani (Pd)

– commissione Politiche Ue: Matteo Bordo (Pd)

 

Senato (7 Pd, 6 Pdl, 1 Scelta civica):

– commissione Affari Costituzionali: Anna Finocchiaro (Pd)

– commissione Esteri. Pierferdinando Casini (Scelta civica)

– commissione Difesa: Nicola LaTorre (Pd)

– commissione Bilancio: Antonio Azzollini (Pdl)

– commissione Finanze: Mauro Marino (Pd)

– commissione Cultura: Andrea Marcucci (Pd)

– commissione Lavori Pubblici e Telecomunicazioni: Altero Matteoli (pdl)

– commissione Agricoltura: Roberto Formigoni (pdl)

– commissione Industria: Massimo Mucchetti (Pd)

– commissione Lavoro: Maurizio Sacconi (Pdl)

– commissione Sanità: Emilia De Biase (Pd)

– commissione Ambiente: Giuseppe Marinello (Pdl)

– commissione Politiche Ue: Vannino Chiti (Pd)

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