L’università di Pavia è chiamata a restituire 2 milioni 168mila euro agli studenti iscritti nell’anno 2011. A decretarlo è intervenuto il Tar della Lombardia accogliendo il ricorso del Coordinamento per il diritto allo studio. Un ricorso, già il secondo, che ha dietro le spalle una storia complessa che parte da lontano. La ragione? L’aumento esponenziale delle tasse universitarie disposto nel 2010 e approvato dal consiglio di amministrazione. L’università pavese tuttavia continua a non sbilanciarsi, limitandosi ad attendere la sentenza definitiva ed appellandosi direttamente al Consiglio di Stato.

“L’ateneo pavese dovrà restituire 2 milioni 168mila euro”, confermano, risoluti, gli studenti. Due anni fa l’università aveva già subito la condanna pecuniaria coincidente con il pagamento di un milione e 700mila euro. Il Coordinamento per il diritto allo studio, l’Associazione Dottorandi Pavesi e trentuno studenti (su difesa del legale Massimo Ticozzi) avevano chiesto di annullare quanto stabilito dall’ateneo nel 2010, nel momento in cui, approvando il bilancio, si era rimesso mano anche sulle “disposizioni in materia di contribuzione universitaria”.

Oggi, il ricorso presume altresì la restituzione della cifra aggiuntiva versata, in considerazione del presupposto che lo stesso ateneo arriverebbe a sforare quanto preliminarmente definito dalla normativa inerente le disposizioni regolanti la tassazione degli studenti: le cui tasse, si prescrive, non devono valere più del 20% dell’importo totale dei finanziamenti statali. La sentenza del Tar annulla dunque il bilancio preventivo per il 2011 dato che tramite l’aumento delle tasse l’ateneo sfora effettivamente il limite del 20%.

La sentenza condanna inoltre l’università di Pavia “alla restituzione dell’eccedenza pari all’1,7164%, accertata in sede di verificazione in una somma pari ad euro 2.168.184”. Alla definizione della cifra è concorso il Tar tramite la consultazione di due tecnici del ministero e delle controparti. Ora rimangono da definire i tempi e le modalità di restituzione della porzione di tasse accresciuta. Tra le tasse contestate figura la quota fissa di 125 euro introdotta nel 2010 e resa obbligatoria per tutti gli studenti.

“E’ un grande giorno per gli studenti pavesi che si riprendono, grazie alla giustizia amministrativa, un loro diritto. –dichiara Alessandro Lucia, segretario dell’Udu (Unione degli Universitari) di Pavia- Non abbiamo fatto questo ricorso per mettere in difficoltà la nostra università, ma come risposta di un nostro diritto privato”. Aggiunge Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Abbiamo calcolato che, fino al 2011, più della metà degli atenei pubblici sforava la soglia del 20% andando fuorilegge. Abbiamo presentato in tutta Italia molti ricorsi al Tar, e con questa sentenza siamo già alla seconda vittoria. Ora chiediamo al nuovo Governo e al nuovo ministro Carrozza di mettere i problemi dell’istruzione come priorità di intervento”.

Leggi il testo integrale della sentenza n. 1073/2013 del Tar Lombardia


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