Periodo complesso per l’Agenzia delle Entrate che vede uno dei suoi strumenti, il redditometro, su cui ha investito più risorse al centro di una disputa legale che rischia di renderne vana l’istituzione. Intanto però Attilio Befera, il direttore dell’Agenzia, ha fatto sapere che entro maggio dovrebbe essere pronta la versione “semplificata”, almeno questo è quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate questa mattina al convegno dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli a Città della Scienza. “Useremo il redditometro soltanto nel caso di evasione spudorata”, ha chiarito Befera, toccando particolarmente “coloro che hanno un reddito consumato elevatissimo a fronte di una dichiarazione redditi esigua”.

Riguarda, ha proseguito Befera, cittadini che “non dichiarano, ma che hanno una capacità di spesa notevolissima non giustificata da altro”. Il redditometro sarà quindi impiegato “per i caso più eclatanti”  e il contraddittorio avrà una importanza fondamentale in quanto “possono esserci tanti motivi per cui si acquisisce reddito”.

Ad esempio, quei redditi che “sono esenti e non devono essere posti in dichiarazione”. “Ma ci sono anche tanti casi che vengono segnalati di persone che viaggiano a livelli spesa elevatissimi – ha ricordato Beferae magari hanno agevolazioni dallo Stato perchè non dichiarano nulla. Questi sono quelli che vogliamo colpire”.

“I nostri avversari più difficili non sono gli evasori, ma coloro che attraverso corruzione e inefficienza svuotano di senso il nostro lavoro e dilapidano il denaro pubblico che raccogliamo”. Ad effettuare una scansione dell’identikit dell’evasore fiscale italiano è sempre il direttore delle Entrate: “Da queste persone – ha detto nel suo intervento al Forum – l’evasione è vista come una compensazione per ciò che lo Stato dovrebbe fare e non fa, una sorta di evasione per legittima difesa”.

Befera ha poi stigmatizzato l’incertezza normativa che spesso giustifica chi evade: “Abbiamo una giungla di norme fiscali nate negli anni Settanta, modificate successivamente che rendono inapplicabile il detto di Benjamin Franklin “La morte e le tasse sono inevitabili”. Qui in Italia le tasse non sono nemmeno certe”.

Nel corso dell’incontro organizzato dall‘Ordine dei commercialisti Befera ha reso note anche le priorità che vuole indicare al nuovo governo, tra cui una revisione della delega fiscale, da ampliare, e il proseguimento della riforma del processo tributario. Nella fattispecie, il nuovo Esecutivo deve insistere nella riforma “alzando il livello della mediazione, che ha già ridotto in misura notevole il ricorso alle Commissioni tributarie”. 


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