Mentre è in corso la prima votazione, la certezza, oltre alla candidatura di Franco Marini, riguarda l’unico sfidante in grado di insidiare numericamente l’ex presidente del Senato. Si tratta del giurista Stefano Rodotà, candidato ufficiale del MoVimento 5 Stelle e, nell’ultima ora, anche di Sinistra, Ecologia e Libertà.

La figura di Rodotà contrapposta a quella di Marini ha creato una vera e propria spaccatura all’interno del Partito democratico, al punto che alcuni intellettuali notoriamente di sinistra hanno lanciato un appello a deputati e senatori Pd affinché non votino Marini, accettato anche da Silvio Berlusconi.

Firmatari dell’appello pubblicato su la Repubblica, Michele Serra, Barbara Spinelli, Carlo Petrini, Salvatore Settis e Dario Fo, quest’ultimo vicino al MoVimento 5 Stelle per sua stessa ammissione prima delle elezioni.

“Chiediamo ai deputati e alla direzione del Partito Democratico di rompere ogni indugio e di votare fin dal primo scrutinio, per la Presidenza della Repubblica, Stefano Rodotà. Beppe Grillo ha annunciato che sarà lui il candidato del Movimento 5 Stelle, e allo stesso modo si è pronunciato Sel, organicamente legato al Pd e il cui parere non può in alcun modo esser trascurato dai Democratici. Stefano Rodotà è per la maggior parte degli italiani, e certamente per il vostro elettorato, un punto di riferimento ideale. Ha come bussola costante la Costituzione italiana e la Carta dei diritti europei, ha sempre avversato i compromessi con la corruzione, è uno dei più strenui difensori della libertà dell’informazione, compresa la libertà conquistata  ed esercitata in rete. È un segno altamente positivo che il Movimento 5 Stelle l’abbia scelto come proprio candidato, ma Stefano Rodotà non è una sua invenzione. Il suo profilo è improntato a massima indipendenza, e le sue radici sono anche nella storia migliore della sinistra italiana. Non abbiate paura, votatelo con convinzione e fin da subito: sarete molto più credibili e forti se non tergiverserete, presi da timori di varia natura, e non accetterete in  nessun caso candidati che dovessero nascere da un accordo con Berlusconi”.

All’appello, dunque, si è accodato Nichi Vendola, il quale ha immediatamente negato il suo assenso all’elezione di Franco Marini al Quirinale, con il leader e governatore della Puglia che ha affermato: “Se le intese, gli accordi e i dialoghi che sono in corso in queste ore sul futuro Presidente della Repubblica costituiscono la prova d’orchestra di un governissimo allora esprimiamo la nostra radicale contrarietà”.

Così, questa mattina i vendoliani di Camera, Senato e relativi delegati regionali scriveranno sulla scheda di Montecitorio il nome di Stefano Rodotà, che sicuramente, nel conteggio dei voti, arriverà secondo, sia che Marini raggiunga il quorum dei due terzi sia che si passi alla seconda chiama. Lì, le chance di Rodotà potrebbero crescere.

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