I dieci saggi nominati da Giorgio Napolitano per il periodo interlocutorio tra le consultazioni a vuoto di Pier  Luigi Bersani e l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, hanno finalmente partorito le loro proposte.

Più che di interventi specifici e dettagliati, si tratta di linee guida che, a  parere delle due task force – quella politico istituzionale e quella economico sociale – andrebbero risolti con la massima urgenza. Le indicazioni spaziano, così, dall’ambito dello sviluppo a quello della libertà a vari livelli.

Trait d’union dei due ambiti – economia e parità di condizioni – è dunque quello del conflitto d’interessi, il quale, scrivono i saggi nella relazione consegnata in Quirinale, resta “un problema da prevenire” e in particolare attraverso una riforma che non sia figlia degli interessi di parte delle fazioni, ma sia animata da vero spirito egalitario. “Il Gruppo di lavoro – si legge – sostiene la necessità di una legge sulla materia costruita non sulle aspirazioni dell’una o dell’altra forza politica, ma su proposte che non possano essere identificate come mosse da spirito di parte”.

A questo proposito, vengono ripescati i suggerimenti che l’Antitrust aveva avanzato in tempi più o meno recenti per risolvere il problema del conflitto d’interessi che, secondo i saggi, ammorba la crescita del Paese. Inoltre, si propone un inasprimento sulla normativa anticorruzione, migliorando la legge del governo Monti sul fronte dei controlli della Pa.

Quindi, un altro punto di massima rilevanza, anche per l’eco che ha guadagnato nel dibattito delle ultime settimane, è quello del finanziamento pubblico ai partiti, il quale, scrivono gli esperti delle commissioni nominate da Napolitano “costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica”. Dunque, no all’abolizione in toto, come vorrebbe invece il MoVimento 5 Stelle, matteo Renzi e anche i Radicali, che hanno depositato in Cassazione un quesito referendario su questa tematica proprio nei giorni scorsi.

A proposito di consultazioni referendarie, i saggi invocano che i trucchi con i quali alcuni referendum sono stati aggirati in passato – esempio, proprio quello sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti – diventino vietati perlegge, tramite alcuni ritocchi ai paletti per l’ammissione dei quesiti.

Quindi, suona l’allarme rosso sul fronte occupazionale: “Ci spingiamo a formulare una raccomandazione: destinare qualunque sopravvenienza finanziaria possa manifestarsi nei prossimi mesi alla priorità dell’emergenza lavoro e del sostegno alle persone in grave difficoltà economica, nella forma di un alleggerimento dell’imposizione diretta sul lavoro, a partire dai giovani e dalle fasce di reddito più basso, e del sostegno alle famiglie più povere”. Insomma, i saggi chiedono allo Stato di fare la propria parte nel fronteggiare la crisi economica che non accenna a sparire e che, anzi, si acuisce in corrispondenza di una tassazione elevatissima sul lavoro dipendente.

A questo proposito, i saggi non scartano l’ipotesi di prendere in esame un reddito minimo di inserimento, a corredo di una riforma generale degli ammortizzatori, che dovrà tenere conto della necessità di coprire la Cig in deroga e di risolvere una volta per tutte la questione esodati.

A tutela degli enti pubblici, sempre a corto di risorse, le Commissioni, in linea con quanto propugnato dai rappresentanti delle amministrazioni comunali e non solo, propongono che si ripensino “le modalità attraverso cui opera il cosiddetto Patto di stabilità interno, utilizzato nel passato unicamente come forma di compartecipazione di Regioni ed enti locali allo sforzo di raggiungimento degli obiettivi europei”.

Quindi, la fase successiva alla spending review estiva, che avrebbe dovuto prevedere un piano di esternalizzazioni di immobili pubblici o di altri patrimoni fermi in mano statale, viene valutata con qualche riserva. “Vanno valutate con cautela le possibilità di procedere nel breve termine a vendite e dismissioni, da riprendere appena si determineranno condizioni più favorevoli di mercato”.

Ce n’è anche per la mai sostituita legge elettorale: nella visione dei saggi, si chiede di andare oltre il Porcellum, tornando a un sistema misto simile al Mattarellum – sia proporzionale che maggioritario, ma con eliminazione dello scorporo – ad alto sbarramento e “ragionevole premio di governabilità”.

Non resta fuori dalla lente delle due commissioni anche il Parlamento, e qui le istruzioni dei saggi si fanno ben più precise, con la soglia dei 480 deputati e 120 senatori, in proporzione alla densità abitativa delle singole regioni per palazzo Madama e un onorevole ogni 125mila abitanti a Montecitorio. Anche il cosiddetto bicameralismo perfetto richiederebbe qualche correttivo, e per questa ragione torna sul tavolo la vecchia proposta della Camera delle autonomie al posto dell’attuale Senato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


3 COMMENTI

  1. Scusate ,mi bolle il sangue nelle vedere le stupidaggini dei 10 saggi ! Ma è mai possibile che abbiamo pagato questi dieci saggi ,per proporre delle stupidaggini ,senza nassun cambiamento con il passato, senza un vero cambio di rotta?
    Hanno proposto di tutto per non cambiare niente.
    Napolitano, se gli stava a cuore l’Italia ,i saggi li doveva scegliere tra i cittadini che mantengono in vita questo paese ,compreso il milione di chi vive di politica.
    Grillo ha dimostrato come si può fare politica senza spendere soldi.
    Quei saggi vecchioni inpoltroniti potevano fare una legge che favorisse la banda larga ,in modo che i cittadini possano partecipare alla vita democratica del paese.
    Il problema è che i politici hanno paura di perdere i loro lauti priviliggi.
    Deve funzionare la rete vi ho detto ,perchè i cittadini devono essere informati ,perchè i giornali e la televisione non dicono la verità,perchè sono pagati dallo stato,cioè da noi tutti.
    Gli italiani sono stati fatti prigionieri dei vari gossip,dalle varie trasmissioni televisive condotte da donne insulse che fanno ore e ore di trsmissioni su belen e la sua farfallina ,se tizio o caio fa le corna o li riceve e uomini ingnoranti,dal calcio anche esso corrotto,da film stupidi.
    Ci sono alcuni giornali (fatto quotidiano ,) qualche giornalista ( travagli ,nuzzi ,la gabanelli,e altri ) che meritano rispetto ,ma la massa è al servizio dei partiti.
    Renzi un uomo nuovo ,lo hanno messo a tacere e hanno tentato di eliminarlo ,ma non quelli del partito avversario ma dallo stesso suo partito.
    O rifacciamo l’italia o l’ITALIA muore,e con l’Italia tutti noi
    Qualcuno mi dice a che servono due camere (deputati e senato ) se fanno la stessa cosa? qualcuno mi dice a cosa servono 945 deputati se le cose vengono decise da 4 presidenti di partito? La gente dice di mandare a casa i politici pensando che mandandoli a casa spariscono dalla circolazione ! no li continuviamo a pagare con laute pensioni o peggio ancora sistemati in qualche organismo pubblico creato a posta per sistemare i trombati,e non finisce qui perchè quella gente rallenterà la burocrazia nel paese ,per far vedere che serve a qualcosa deve dimostrare che qualcosa la fa .! creando lacci e lacciuli che imbrigliano lo sviluppo e il lavoro di quelli che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera.
    E la chiesa da che parte sta secondo voi? da parte dei poveracci? poveri noi !
    Lchiesa sta da parter dei ricchi da parte delle banche noir (quelle messe sotto accusa perchè non trsparenti) Vi rendete conto che se tutti i soldi spesi nelle grande paratie di S. pietro ,li mandassero in Africa salverebbero milioni di bambini dalla fame?=
    Pensate che Gesu’ o DIO PADRE ha bisogna di ttte quelle parate?Queste sono cose di uomini.Se il popolo cattolico -cristiano ,leggesse la BIBBIA gli si aprirebbero gli occhi alla verità e uscirebbero dal buio della schiavitù imposta dalla monarchia ecclesiastica che dura da 1900 anni. Solo chi legge la BIBBIA può gustare la gioia della libertà,e può sperimentare le parole dette da GIESU’ CRISTO <>
    pino carbotti

  2. In pratica si sono fatti un bell’inciucio per continuare a rubare dalle nostre tasche, bravi bella mossa, alle prossime elezioni andrete a giocare a briscola nel bar di fini e casini… se vi va di lusso.

  3. Il lavoro svolto dai “saggi” è ben poca cosa. Trattasi di linee di indirizzo per altro troppo generiche. E’ ovvio che in un periodo di tempo così breve non si potesse fare di più. Assai criticabile risulta la mancanza di volontà di incidere sulla questione del finanziamento pubblico ai partiti, che perde sempre più di interesse per la nostra classe politica. Sarebbe stato equo almeno ridurne l’ammontare per evitare che tali risorse siano disperse in iniziative che spesso nulla hanno avuto a che fare con le attività politiche.

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome