La corsa al Quirinale è ufficialmente cominciata: ora sono noti tutti i nomi dei 1007 grandi elettori che decideranno il nome del successore di Giorgio Napolitano. Con le nomine dei 58 delegati regionali, infatti, si sono chiuse le “convocazioni” a Roma per lunedì prossimo 15 aprile, quando partiranno le operazioni di voto. La cattiva notizia è che solo 5 sono le donne nominate dalle Regioni.

Come noto, la scelta dei 58 delegati – tre per ciascuna regione, tranne la Val d’Aosta che ne invia alla Capitale soltanto uno – non è stata indolore per svariate ragioni. Primi tra tutti, i grillini del MoVimento 5 Stelle, che hanno gridato all’inciucio Pd Pdl dopo essere stati estromessi dal novero di rappresentanti locali per l’elezione al Quirinale. Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sicilia: neanche una regione che li vede sedere in Consiglio regionale, anche con gruppi di rappresentanza piuttosto folti, ha deciso di affidare a un grillino il mandato di guidare l’opposizione locale.

Normalmente, infatti, la prassi vuole che dei tre delegati regionali, uno sia il presidente di Regione, mentre gli altri due vengano spartiti tra maggioranza e opposizione in assemblea: gli equilibri, però, hanno penalizzato il MoVimento 5 Stelle, che comunque può accontentarsi dei 163 parlamentari disseminati tra Camera e Senato.

Ma il grande escluso è soprattutto uno: Matteo Renzi, sindaco di Firenze e gran rivale di Pier Luigi Bersani alle scorse primarie, che non ha lesinato le critiche per lo stallo politico delle ultime settimane. Attacchi forse eccessivi, che hanno finito con l’impedire al primo cittadino di esprimersi per il Presidente della Repubblica:Non era mio diritto – ha commentato Renzi – ma da Roma è arrivata qualche telefonata che ha impedito la mia elezione”. Insomma, rapporti tesissimi nel Partito democratico, che non lasciano presagire una facile concordia anche per i nomi del Quirinale.

Infine, a sorpresa dal Lazio è spuntato il nome di Mario Abruzzese del Pdl, ex presidente del Consiglio regionale e implicato nella vicenda dei soldi ai partiti che compromise il cammino della giunta Polverini (lo scandalo Fiorito). Salta il voto a sorpresa Nichi Vendola il quale si è dimesso da parlamentare nei giorni scorsi e non è stato eletto in qualità di presidente della regione Puglia. Rpberto Cota (Lega Nord), invece, pur avendo lasciato l’incarico da parlamentare, presenzierà come governatore del Piemonte.

Ecco, di seguito, tutti i nomi dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica:

Abruzzo: presidente della Regione Gianni Chiodi (PDL), il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano (PDL) e il consigliere d’opposizione Camillo D’Alessandro (PD);

Basilicata: presidente della Regione Vito De Filippo (PD), il presidente del consiglio regionale Vincenzo Santochirico (PD) e il consigliere d’opposizione Paolo Castelluccio (PDL);

Calabria: presidente di regione Giuseppe Scopelliti (PDL) e i consiglieri Gianpaolo Chiappetta (PDL) e Sandro Principe (PD);

Campania: presidente della Regione Stefano Caldoro (PDL), il presidente del consiglio regionale Paolo Romano (PDL) e il consigliere d’opposizione Peppe Russo (PD);

Emilia Romagna: presidente della Regione Vasco Errani (PD), il presidente del consiglio regionale Palma Costi (PD) e il consigliere d’opposizione Enrico Aimi (PDL);

Friuli Venezia Giulia: vicepresidente della Regione Luca Ciriani (PDL), il presidente del consiglio regionale Maurizio Franz (Lega Nord) e il consigliere d’opposizione Franco Bussa (PD);

Lazio: presidente della Regione Nicola Zingaretti (PD), il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori (PD) e il consigliere d’opposizione Mario Abruzzese (PDL).

Liguria: presidente della Regione Claudio Burlando (PD), il presidente del consiglio regionale Rosario Monteleone (UDC) e il vide presidente del consiglio regionale Luigi Morgillo (PDL);

Lombardia: presidente della Regione Roberto Maroni (Lega Nord), il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo (PDL) e il consigliere d’opposizione Umberto Ambrosoli (PD);

Marche:verranno decisi oggi. Dovrebbero andare il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, il capogruppo Pd Mirco Ricci e il capogruppo Pdl, Francesco Massi.

Molise: Francesco Totaro (PD), Angiolina Fusco Perrella (PDL) e Salvatore Ciocca (Federazione della Sinistra).

Piemonte: presidente della Regione Roberto Cota (Lega Nord), insieme ai consiglieri Luca Pedrale (PDL) e Gianni Wilmer Ronzani (PD);

Puglia: il presidente  dell’ufficio di presidenza del Consiglio Antonio Introna (SEL) e i vicepresidenti Antonio Maniglio (PD) e Nino Marmo (PDL);

Sardegna: presidente della Regione Ugo Cappellacci (PDL), il presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo (PDL) e il consigliere d’opposizione Giampaolo Diana (PD);

Sicilia: presidente della Regione Rosario Crocetta (Il Megafono – Lista Crocetta), il presidente del consiglio regionale Giovanni Ardizzone (UDC) e il consigliere d’opposizione Francesco Cascio (PDL);

Toscana: presidente della Regione Enrico Rossi (PD), il presidente del consiglio regionale Alberto Monaci (PD) e il suo vice Roberto Benedetti (PDL);

Trentino Alto Adige: presidente della Regione Alberto Pacher (PD), il presidente del consiglio regionale Rosa Zelger Thaler (Sudtiroler Volks Partei) e il consigliere d’opposizione Pino Morandini (PDL);

Umbria: presidente della Regione Catiuscia Marini (PD), il presidente del consiglio regionale Eros Brega (PD) e il consigliere d’opposizione Massimo Mantovani (PDL);

Valle D’Aosta: presidente della Regione Augusto Rollandin, della lista locale dell’Union Valdotain;

Veneto:presidente della Regione Alberto Zaia (Lega Nord), il presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato (PDL) e il consigliere d’opposizione Franco Bonfante (PD)

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