Addio Margaret Thatcher. L’indimenticata Lady di ferro si è spenta stamane, all’età di 87 anni in seguito a un ictus fatale. A dare l’annuncio al mondo, il suo portavoce Lord Bell.

Si è conclusa così la lenta agonia di uno dei personaggi più influenti del XX secolo, che guidò la Gran Bretagna per undici anni dal 1979 al 1990: un record di longevità che, per essere battuto, richiede di tornare addirittura al 1827.

Nata il 13 ottobre 1925 a Grantham, nella contea del Lincolnshire, Margaret Thatcher ha guidato il partito conservatore dalla metà degli anni ’70, spodestando dalla leadership dei Tory Edward Heath. E’ stata la prima donna della storia a guidare la formazione politica britannica.

Quattro anni più tardi, la storica la vittoria alle elezioni e l’ingresso a Downing Street, dove la Lady di ferro rimase ininterrottamente fino al 1990, rendendosi protagonista assoluto di un’epoca fondamentale per i destini del mondo.

La sponda con il presidente americano dell’epoca Ronald Reagan, infatti, garantì un’asse granitico tra le due sponde dell’Atlantico, sia in politica estera che in quella economica. L’impulso dei due personaggi sulla caduta della Cortina di Ferro e sull’avvento dell’era del turboliberismo che rovesciò mezzo secolo di teorie keynesiane inneggiando al mito della crescita infinita, è riconosciuto dagli storici con parere unanime.

Sul fronte della politica estera, furono diverse le crisi che la leader conservatrice si trovò ad affrontare negli anni al vertice. In particolare, la questione delle Isole Falkland dove la Thatcher non esitò ad agitare lo spettro del conflitto armato pur di convincere il governo argentino a desistere dalle proprie pretese sulle “isole irredente”.

Decisivo, poi, fu il suo apporto alla conclusione della Guerra fredda e all’aera della distensione tra il blocco sovietico e i Paesi occidentali, dove si ritagliò il ruolo di terzo interlocutore dopo lo stesso Reagan e il presidente russo Mikhail Gorbaciov.

In economia, l’azione della Lady di ferro fu diretta all’apertura massima del mercato, favorendo la privatizzazione di alcuni settori chiave in cui lo Stato manteneva il monopolio industriale, riuscendo ad avere la meglio anche nelle violente lotte con le sigle sindacali. Nonostante le polemiche e gli scioperi a oltranza, il governo britannico tirò dritto, riuscendo a portare a termine le riforme annunciate per scuotere l’economia d’Oltremanica e invertendo, così, la tendenza di una curva discendente lunga un decennio.

Il livello di contestazione interna, in quegli anni turbolenti, salì a tal punto che la stessa Thatcher fu vittima di un attentato organizzato dall’Ira. A Brighton, nel 1984, fu piazzato un ordigno esplosivo al fine di eliminare l’inviso primo ministro, con il quale rimaneva un conto aperto dai primissimi anni del suo mandato a Downing Street. Diverse vittime furono causate dall’esplosione, ma la Thatcher miracolosamente si salvò.

A distanza di oltre vent’anni dal suo addio alla prima linea, la linea intransigente del primo ministro inglese più noto del secolo scorso è entrata ormai nel gergo comune della teoria politica ed economica, al punto che oggi si parla apertamente di “modello thatcheriano”.

Naturalmente, quanto rigida fu la sua mano nel portare a termine il proprio operato, altrettanto il sistema assorbì con difficoltà gli shock economici, politici e sociali imposti. Se abbiamo già detto degli aspri dissidi interni tra unioni sindacali e Irlanda del Nord, altrettanto, all’estero, alcune delle sue operazioni furono favorite dall’appoggio contestato a regimi dittatoriali o liberticidi, come la vicinanza al generale cileno Pinochet, o la difesa dell’apartheid in Sudafrica, che la portò a bollare Nelson Mandela alla stregua di un “terrorista”.

Dopo aver lasciato il potere alla fine del 1990, abbandonò progressivamente la scena pubblica, fino a quando, nel 2003, morì il marito e compagno di una vita sir Denis Thatcher. Da allora, la sua salute si è compromessa irrimediabilmente, fino all’avvento del morbo di Alzheimer che l’ha costretta a vivere gli ultimi anni in isolamento, tra il declino fisico e mentale.

Di lei resta indimenticabile il ritratto cinematografico di Meryl Streep, che interpretandola magistralmente nel film “The iron lady” si è aggiudicata il premio Oscar come miglior attrice protagonista nel 2012.

Una delle figure più controverse e, insieme, determinanti del cosiddetto “secolo breve”, Margaret Thatcher coprì complessivamente tre mandati di governo: indubbiamente, da quando prese in mano il potere, a quando lo lasciò, il Regno Unito e il mondo erano mutati in profondità.

 

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