Nere, lunghe fino ai piedi, e ornate di bottoni dorati: erano queste le gonne dei preti, tutti rigorosamente uomini, che sfilavano nel Vaticano durante gli anni Cinquanta del secolo scorso. Oggi, grazie al Concilio Vaticano II, l’assise che sovvertì gli assetti clericali, si sono in parte aperte le porte della Chiesa anche alle donne, attraverso l’ammissione ai propri lavori di 23 “madri”, 10 religiose e 13 laiche, convocate su richiesta diretta di Giovanni XXIII.  Da quel momento in poi, sino ai giorni nostri, si è verificata una vera e propria escalation nell’ascesa delle donne in Vaticano: risulta circa del 20% la porzione dei posti disponibili oggi occupata dalle religiose, con una di loro persino salita ai vertici di governo. Si tratta di Nicoletta Vittoria Spezzati, sorella affiliata alle Suore adoratrici del Sangue di Cristo. La donna ricopre infatti il ruolo di sottosegretario generale della Congregazione dei religiosi. Subentrata in successione ad un’altra donna, suor Enrica Rosanna, su richiamo del diretto superiore, il cardinale brasiliano Braz de Aviz, suor Nicoletta non suole vestire l’abito religioso.

La linea ‘progressista’ abbracciata dalla religiosa sembra rispecchiare appieno la corrente intrapresa dalle suore appartenenti alla conferenza delle superiori religiose degli Stati Uniti d’America, anch’esse promotrici della veste laica. Le stesse rappresentanti episcopali statunitensi, dietro specifica osservazione dei vescovi americani per il sostegno riservato all’amministrazione Obama per la riforma sanitaria, trovano proprio nella suora italiana una rappresentante capace di ascoltare anche se dall’interno delle, spesso indifferenti, mura leonine. La designazione all’alto incarico commissionato a Spezzati è stata delegata dal dimissionario Benedetto XVI, spezzando così una lancia a favore della lotta contro il sessismo, ancora fortemente dominante nei gangli vaticani. Flaminia Giovanelli, laica esperta di economia e politiche sociali, è un altro volto ‘al femminile’ che è riuscito a ricoprire una funzione di spessore. Giovanelli è infatti sottosegretario del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace.

Nata in una famiglia di diplomatici, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche alla Sapienza, la donna ha iniziato nel lontano 1974 a lavorare in Vaticano, dietro l’assunzione di Paolo VI. Fu lei a mantenere i contatti tra il neo eletto sindaco polacco di Solidarnose e l’allora pontefice Giovanni Paolo II. Fortemente attiva anche nell’ambito del volontariato, a Trastevere è saldamente riconosciuta come uno dei profili più importanti, ed eccentrici (è solita infatti sfrecciare tra le strade della capitale in sella alla sua bici rossa fiammante, indossando cappellini dai colori sfolgoranti) dell’intero panorama ecclesiastico nazionale. E l’elenco ‘rosa’ del Vaticano non si esaurisce a due nomi: Silvia Guidi è infatti la prima redattrice donna ad essere stata assunta dall’autorevole Osservatore Romano, dopo essere già stata vice capo della sezione redazionale esteri di Libero. Nel 2007, in occasione di un convegno presso la Cattolica di Milano dedicato a Giuseppe Dalla Torre, storico direttore dell’Osservatore, scattò un vero e proprio colpo di fulmine tra l’attuale direttore Gian Maria Vian e la giornalista Guidi.

Lo stesso Vian ha raccontato di essere rimasto profondamente colpito dai titoli menzionati dal curriculum della cronista che riportava il conseguimento di una laurea in letteratura latina medievale con un lavoro sui commenti ai salmi di Alcuino, consigliere di Carlo Magno. Ulteriori incarichi non certo secondari sono poi ricoperti da Maria Cristina Carlo-Stella, capo ufficio alla Fabbrica di San Pietro, storica d’arte e già presente all’appello tra i rappresentanti della Pontificia Commissione vaticana dei beni culturali; Eurosia Bertolassi, factotum del segretario di stato Tarcisio Bertone, di ‘etstrazione’ focolarina e per lungo tempo in forze alla Dottrina della fede; e ancora Barbara Iatta, capo Gabinetto delle stampe e dei disegni della Biblioteca Apostolica vaticana, grande esperta di testi antichi. Quasi tutta la rosa dei profili femminili, emergenti nella più recente storia vaticana, sembra aver lasciato dietro di sé una scia tutt’altro che irrilevante. Di Suor Pascalina Lehnert, ad esempio, fedele collaboratrice di Pio XII, ribattezzata al proposito “Signora del Vaticano”, si parla ancora con riverenza rammentando la sua celebre  incursione nel corso di un’udienza riservata con il segretario di stato americano John Dulles, semplicemente per ricordare a Sua Santità la minestra pronta in tavola. Anche Wanda Poltawska, la “Dusia”, amica del cuore, di Giovanni Paolo II, è stata al centro di episodi a loro modo risonanti, essendo lei la protagonista delle preghiere di padre Pio, richiestegli con insistenza dallo stesso Wojtyla, che a quanto pare contribuirono a salvare dal cancro. Infine, non si può non rammentare il nome di Ingrid Stampa, la governatrice personale di Joseph Ratzinger sino alla nomina al soglio di San Pietro, riservata e devota colaboratrice del Papa ora Emerito, che aiutava persino nella stesura in tedesco dei rispettivi libri.

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