La legge siciliana per la doppia preferenza di genere è passata, ma solo per metà. E non è neanche questa la cattiva notizia per Rosario Crocetta: per la prima volta, infatti, il MoVimento 5 Stelle ha preso le distanze da un provvedimento voluto dall’amministrazione regionale dell’isola.

Dopo la luna di miele con i grillini, infatti, la nuova norma che introduce il principio della votazione a un uomo e a una donna – che ha già fatto slittare di 15 giorni le elezioni comunali in Sicilia per accordare tempi necessari alla messa in operatività – è stata votata dall’insolita maggioranza tra centrosinistra e Pdl. 

Un’intesa che lo stesso Crocetta non ha tardato a definire “bulgara” alla conclusione di una seduta fiume dell’Assemblea regionale siciliana, protrattasi oltre la mezzanotte. Sono stati infatti 52 gli onorevoli a favore della nuova legge, contro i 18 contrari. tra questi, 15 sono proprio gli eletti del MoVimento 5 Stelle, che hanno già gridato all’inciucio tra i due partiti “storici”, giustificando il proprio no con la puzza di voto di scambio dietro al provvedimento appena varato.

In realtà, come detto, la norma non è passata nella sua interezza, dal momento che solo un articolo – quello che mette nero su bianco l’indicazione della preferenza a un uomo e a una donna – è stato approvato, mentre il restyling alla legge elettorale vera e propria ha subito un rinvio.

La seduta si è dilungata oltre ogni previsione proprio per la tensione emersa in aula fin dalle prime battute nel pomeriggio, quando  era stata, dapprima, presentata una pregiudiziale sul testo in esame, infine modificato in corso d’opera. Quindi, c’è stato anche chi ha richiamato una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo dello scorso mese di dicembre, che aveva creato scalpore anche in ottica Porcellum, poiché mette al bando le riforme sulle regole per le elezioni a meno di 12 mesi dal voto.

Risultato: pregiudiziale bloccata anche per effetto del no grillino, ddl aggiornato e, sulla Corte europea, qualche parola di scherno in merito a commenti al vetriolo di un centrodestra che, però, alla fine ha dato l’ok alla legge. Il primo sì alla legge sulle pari opportunità in politica voluta da Rosario Crocetta è arrivato a pochi minuti dalla mezzanotte, quando l’amministrazione del poeta di Gela è scoppiata in un battimani liberatorio.

Il testo del ddl

 

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