Nei giorni scorsi, il presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato un piano di tagli pari a 8,5 milioni di euro annui per la macchina di Montecitorio.

La novità è stata salutata positivamente da tutte le forze politiche, MoVimento 5 Stelle in testa, il quale ha comunque ribadito che “bisogna fare di più”. Del resto, i conti della Camera parlano di un giocattolo da 934 milioni di euro, che dunque vede ridotto di una quantità infima il proprio esborso di finanze pubbliche previsto.

I tagli patrocinati da Laura Boldrini e sottoscritti da tutte le forze politiche, riguardano principalmente le attività di segreteria o quei parlamentari che si trovino investiti di ulteriori incarichi (circa una settantina).

La zavorra per i conti della Camera dei deputati, in realtà, sarebbe tutta nelle spese per il personale, e lo stesso dicasi per il Senato.Tra i due rami del Parlamento, infatti, i dipendenti sarebbero oltre 2000: 1540 a Montecitorio e 800 a palazzo Madama, per un costo di oltre 500milioni di euro.

Solo alla Camera, infatti, sono presenti ben nove sigle sindacali già sul piede di guerra per scongiurare i tagli imposti, con dipendenti i cui contratti prevedono anche la quindicesima mensilità e vengono retribuiti in media 150mila euro l’anno.

Non c’è da stupirsi, allora, se Il Giornale nota come alcuni di questi, addirittura, vantino un reddito superiore allo stesso Presidente della Repubblica. Secondo quanto riporta il quotidiano, solo i commessi partono dal gradino più basso di 2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera, ma sono suficienti 12 mesi per salire rispettivamente a 2.659 euro e 3.199. Ne consegue che “con 40 anni di anzianità l’ultimo stipendio dell’usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto all’inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all’anno, come un dirigente di una grossa azienda”.

Quindi, si passa agli amministrativi, dalla segreteria ai semplici addetti: i salari, qui, partono da 3mila euro e superano i 12mila euro a palazzo Madama a fine carriera. Tra i bonus fuori dall’ordinario, poi, trattamento super rivolto al segretario generale di Montecitorio, che incassa annualmente 406.399 euro.

E arriviamo ai Tfr: le liquidazioni sono da capogiro, si parla di cifre superiori al milione di euro. Il trattamento previdenziale parte, poi, a 51 anni di età, con trattenute non superiori al 4,5%. Un altro mondo, eppure è l’Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 COOMENTO

  1. PENSIONI DI LATTA
    Dipendente statale, laureato, con 40 anni di servizio permanente effettivo, al grado più alto della carriera direttiva, con familiari a carico: pensione lorda mensile € 2359,15 (decente); pensione al netto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, conguagli fiscali, IMU, bollette con IVA, bolli e tasse varie, € 1200,00 tendenti al ribasso (insufficienti per campare). Chi tocca le basse pensioni dovrebbe fare la fine di chi tocca le… alte tensioni. Deughis

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome