Il tempo delle mediazioni è ufficialmente finito: alle 18 Pier Luigi Bersani si recherà al Quirinale per informare Giorgio Napolitano sulle consultazioni di governo svolte da venerdì scorso, quando cioè il presidente della Repubblica gli aveva affidato l’incarico condizionato al riscontro di una maggioranza dai numeri certi.

E siccome l’obiettivo non è stato raggiunto, con il no inderogabile del MoVimento 5 Stelle e l’intesa mai decollata con il centrodestra, pare proprio che il segretario Pd sia arrivato già al capolinea della sua esperienza da premier incaricato.

D’altra parte, era emerso già nelle ultime ore come Napolitano fosse tutt’altro che disponibile a concedere altro tempo a Bersani, vista la situazione critica in cui versa il Paese, con i 70 miliardi che le imprese devono ricevere dalle pubbliche amministrazioni, la questione esodati ancora irrisolta e una disoccupazione giovanile dilagante.

A fronte di questi enormi criticità, dunque, il Colle sembra del tutto intenzionato a sollevare Bersani dall’incarico per mettersi alla ricerca di una terza personalità. Tuttavia, non è escluso che, proprio negli ultimi minuti a disposizione, possa infine manifestarsi una maggioranza composita e inedita, formata da centrosinistra, più il neonato Gruppo Gal al Senato e l’uscita dall’aula di palazzo madama da parte della Lega.

Un sentiero strettissimo ma anche l’ultima speranza a cui si aggrappa Bersani per non perdere il treno del governo e dover cedere il passo magari a una personalità esterna al Parlamento, che potrebbe essere votata anche dai grillini.

Certo è che Napolitano appare ben consapevole, in queste ore, di cosa potrebbe significare affidare a Bersani anche l’onere della prova di verificare i numeri al Senato: il giuramento dei ministri, coi quali Bersani si presenterebbe a chiedere la fiducia nei due rami del Parlamento e poi le operazioni di voto e relative dichiarazioni, terrebbero ancora pericolosamente in scacco l’Italia, esponendola al tiro dello spread, che proprio stamane ha ricominciato a correre lanciando un avvertimento che le istituzioni non possono ignorare.

In aggiunta, per riuscire nel miracolo il leader del centrosinistra dovrebbe imbastire una squadra con personalità di alto profilo, in grado di riscuotere il più alto tasso di consenso possibile: impresa che richiederebbe comunque un margine di tempo ampio per un traguardo che, a questo punto, appare alle soglie dell’impossibile.

Così, oggi Napolitano potrebbe definitivamente volgere lo sguardo altrove, mettendo così la parola fine a un’avventura, quella del governo guidato da Bersani, che nessuno, solo due mesi fa, avrebbe potuto pronosticare così breve.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome