Era nata con l’obiettivo di educare alle relazioni digitali e, insieme, tenersi aggiornati sugli sviluppi scolastici. Il progetto della pagina social denominata “Spotted” si prefiggeva di abituare gli studenti al confronto sulle nuove piattaforme digitali, dove ormai abitualmente si iscrivono anche sotto i 14 anni.

Così, la trovata del Liceo Classico Giorgio Asproni di Nuoro era quella di fissare un luogo d’incontro accessibile anche via internet dopo le canoniche ore scandite dalla campanella. A ospitare la “aula virtuale” dell’istituto, naturalmente, Facebook, il social network per eccellenza, preferito tra i giovanissimi.

Un intento nobile finito, però, nell’ignominia dell’attacco da parte di alcuni hacker, che hanno usufruito della pagina condivisa per pubblicare una lista di studenti facenti parte del’istituto che, secondo gli autori del post, avrebbero dimostrato tendenze omosessuali.

Insomma, un atto di bullismo, certo, ma anche una palese violazione della privacy, che ha provocato anche l’intervento da parte del Garante per la tutela dei dati personali Antonio Soro: “Quanto accaduto nel Liceo classico Asproni di Nuoro dimostra come sia importante – ha denotato il Garante privacy – sensibilizzare i giovani ad un uso responsabile dei social network. Dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a frequentare le piazze mediatiche senza nuocere a se stessi e agli altri”.

Naturalmente, dopo la violenza perpetrata ai danni degli studenti tirati in ballo, la pagina è stata immediatamente rimossa da Facebook, ma ciò non è stato sufficiente a placare le lamentele di professori e degli altri studenti. Anche il preside del Liceo Antonio Fadda si è dato da fare per sensibilizzare verso l’accaduto, promuovendo un simbolico sit in a difesa della vittime e in sfregio ai responsabili, ancora di identità ignota.

L’episodio dimostra, una volta di più, come l’universo di internet e, in particolare, dei social network rappresenti per i più giovani e meno avvezzi al suo utilizzo, un pericoloso spazio di interazione, dove violenze verbali e psicologiche, così come le discriminazioni, sono tutt’altro che rare. Nell’attesa che le autorità cerchino soluzioni durature, ancora di là da venire, il suggerimento per tutti i tutori dell’educazione dei ragazzi, genitori, insegnanti eccetera, è quello di vigilare al meglio sul comportamento dei giovani, rendendoli innanzitutto consapevoli dei rischi presenti ogni giorno sui social network.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome