La battaglia sul patto di stabilità, per il momento, sembra essere stata vinta dai sindaci, almeno questo è quanto si deduce dagli annunci del Governo, che indirizzano i primi cittadini al pagamento delle imprese. Ad ogni modo la vittoria della guerra è rimandata a quando arriverà il decreto, solo in quel momento sarà chiaro se l’allentamento dei vincoli del patto sarà totale o solo parziale, per ora questa certezza è ancora assente.

Non è un dubbio di poco conto, infatti solo nel primo caso gli enti locali potranno beneficiare di tutti gli 11 miliardi bloccati (9 dei Comuni e 2 delle Province). L’ok del Consiglio dei ministri al piano da 40 miliardi, spalmati in un biennio, per il pagamento dei debiti delle Pa giunge mentre la manifestazione “Italia fondata dal lavoro. Pagare le imprese per sbloccare il Paese” – organizzata ieri dall’Anci e dall’Ance al cinema Capranica di Roma – sta volgendo alla sua conclusione. Vi hanno partecipato, oltre i 750 sindaci, anche rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria e i neoparlamentari che hanno voluto manifestare il proprio appoggio all’iniziativa.

Il via libera dell’Esecutivo arriva poco dopo l’apertura di credito che una delegazione costituita dai presidenti dell’Anci, Graziano Delrio, e dell’Upi, Antonio Saitta, oltre ai primi cittadini di Roma (Alemanno), Napoli (de Magistris), Torino (Fassino), Bari (Emiliano), ha ricevuto nel doppio incontro con i presidenti di Camera e Senato. Laura Boldrini e Pietro Grasso si sono detti “pronti a incardinare il decreto sullo sblocco dei pagamenti in una commissione speciale per approvarlo velocemente” dimostrando la più alta attenzione alla questione dei pagamenti alle imprese.

Per quanto riguarda il Dl, per ora, di scritto non c’è nulla se non la relazione al Parlamento sui saldi di finanza pubblica, che riprendendo la nota di ieri di Palazzo Chigi, mira ad estinguere i debiti delle amministrazioni locali mediante tre strumenti; un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per permettere l’uso degli “avanzi di amministrazione disponibili”; l’esclusione dal patto dei pagamenti realizzati dalle Regioni sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e Province; l’istituzione di “fondi rotativi” per garantire liquidità a chi non ne dispone.

Tutte e tre le misure, al momento, suscitano tuttavia delle domande; sull’allentamento del patto, bisogna chiarire se lo sblocco riguarderà solamente gli “avanzi di amministrazione” o anche le altre forme di liquidità a bilancio per pagare stati di avanzamento lavori ma bloccate a causa dell’obbligo di rispettare i saldi. Solamente in quest’ultima circostanza gli enti locali potranno liberare gli 11 miliardi già pronti.

Per quanto concerne il secondo provvedimento, andrebbe specificato meglio per capire quanti fondi permetterà di riportare in circolo dal momento che ora sembra una semplice autorizzazione alle Regioni ad avere una deroga al limite di spesa corrente a cui sono vincolate e pagare agli enti locali le somme da questi contabilizzate come residui attivi. 

Il terzo punto poi è rappresentato dalla creazione di fondi rotativi per finanziare gli enti che non hanno la liquidità. In questo caso la problematica non è solo l’ammontare delle risorse coinvolte o i modi per sterilizzarne gli effetti sui saldi di finanza pubblica ma c’è anche un problema di copertura. Problema che potrebbe essere risolto impiegando i fondi a suo tempo trasferiti dagli enti locali alla Tesoreria unica oppure coinvolgendo la Cassa depositi e prestiti. Laddove sembra piuttosto lontana l’idea di un‘emissione specifica di titoli di Stato.

In base alle risposte che il Governo darà con il decreto dipenderà la reazione dei primi cittadini, come ha spiegato lo stesso Delrio che si dice “contento e soddisfatto” per le promesse dell’Esecutivo ma vuole “prima vedere le carte”. La situazione però è agli sgoccioli visto che se le soluzioni messe in campo non verranno ritenute soddisfacenti ad estinguere una volte per tutte il problema  i sindaci sono pronti a pagare lo stesso sforando così il patto di stabilità.

Leggi qui il comunicato stampa del Governo.

 

 

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