I sindaci hanno indetto una manifestazione di protesta per il prossimo giovedì 21 marzo a Roma, per gridare il loro dissenso contro il patto di stabilità e i ritardi nei pagamenti dovuti ai limiti di spesa, che ammonterebbero a 9 miliardi di euro “congelati”. E’ l’Anci a dare l’annuncio, tramite il presidente e primo cittadino di Reggio Emilia Graziano Delrio: “I comuni – ha spiegato – hanno accompagnato con responsabilità lo sforzo del governo Monti di aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi, accettando tutta una serie di sacrifici, che non possono però diventare un’austerità mortale”.

Per questa ragione, l’invito che tutte le fasce tricolori dello stivale rivolgono al governo ormai in via di scadenza è quello di “varare subito un decreto che sblocchi i pagamenti alle imprese. Siamo disponibili, senza decisioni rapide – prosegue Delrio – a fare delibere di giunta assumendoci  responsabilità come pubblici amministratori ed andando incontro a sanzioni”.

In una nota che lo stesso Delrio e il presidente di ANCE, Paolo Buzzetti hanno indirizzato al presidente del Consiglio Monti, si definisce il ritardo dei versamenti “un fenomeno che sta letteralmente stritolando il tessuto produttivo del settore delle costruzioni, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese”.

Ciò che viene chiesto dai governanti locali, insomma, è la revisione di “un quadro normativo che, in un contesto di crisi economica e finanziaria senza precedenti, spinge le Amministrazioni locali verso l’insolvenza costringendole a non onorare i propri debiti, pur disponendo delle relative risorse per pagare le imprese”.

A ben vedere, l’associazione dei Comuni ritiene la propria linea come proficua per anche al sistema Paese, dal momento che “non c’e’ altra soluzione che pagare effettivamente tutti i debiti maturati”.

E l’unico modo per raggiungere questo obiettivo, è “di compiere finalmente un’operazione di verità e trasparenza sul debito pubblico italiano, come recentemente avvenuto in Spagna, dove 27 miliardi di euro sono stati pagati alle imprese in soli 5 mesi”.

Insomma, gli enti locali incalzano Mario Monti alla conclusione del suo mandato da premier: se non verranno adottate misure energiche e immediate per consentire il saldo dei debiti verso le imprese, l’Anci spinge già i propri aderenti a emanare una delibera con valore di “cambiale” alle industrie, con il posticipo della copertura a un giorno ancora da trovare sul calendario: l’ennesimo capitolo di questa odissea dei pagamenti che sta strozzando i privati in credito con la PA.

Anche Matteo Renzi, sindaco di Firenze e probabile futuro candidato premier, ha lamentato i problemi denunciati dall’Anci: nel comune gigliato, infatti, come in tantissime altre località del Paese si sarebbero verificati “ritardi  per colpa del patto di stabilità (in tutta Italia solo i Comuni hanno 20mila cantieri fermi per 9 miliardi di euro bloccati)”, ha scritto in una nota l’ex sfidante di Bersani alle primarie.

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