In queste ore a Parma si terrà la prima contestazione pubblica ad una amministrazione 5 stelle, quella del sindaco Federico Pizzarotti. Dunque anche il movimento ha le sue gatte da pelare quando si tratta di governare visto che si trova coinvolto in una vera e propria manifestazione di piazza dove si spalleggiano sindacati ed impiegati comunali.

La protesta, infatti, parte da coloro che sono più vicini al sindaco, cioè i dipendenti comunali; il motivo che li spinge a protestare è il taglio delle indennità aggiuntive in busta paga per gli incarichi “disagiati”  (poliziotti municipali, messi comunali, ma anche addetti dei servizi domiciliari ad anziani ed handicap) che rientrano nei contratti decentrati, come deciso dalla giunta Pizzarotti. La decisione, che per altro ha valore retroattivo, ha già inciso sulle buste paga di gennaio e febbraio, su cui è stato effettuato un decurta mento nell’ordine dei 50 – 80 euro. La maggior parte dei dipendenti guadagna una cifra base di 1.200 euro quindi stiamo parlando di qualcosa meno del 5% della busta paga.

I sindacati hanno ritenuto inaccettabili i tagli proposti dall’ amministrazione, che però non vuole recedere, nonostante il malcontento crescente che ha portato alla decisione di dare luogo ad una riunione oggi pomeriggio alle ore 17. Al termine dei turni di lavoro, quindi, sotto i Portici del Grano del municipio, in concomitanza con il consiglio comunale, ci sarà questa riunione che si propone di far “sentire”, nel vero senso della parola, il malcontento dei dipendenti.

Pizzarotti, nonostante la polemica, sembra intenzionato a lasciare inalterati i tagli necessari per far quadrare il bilancio, su cui pensano l’indebitamento lasciato in eredità dal precedessore; oltre 800 milioni alla fine del 2011, per lo più debiti comunali e delle partecipate. La manovra che punta al massimo risparmio, con relativi tagli ai servizi e aumento delle tariffe, ha generato un altro fronte di impopolarità del sindaco, quello del Comitato Famiglie che critica gli aumenti ritenuti eccessivi delle tariffe su nido e scuola d’infanzia, fissate per il prossimo anno scolastico ma già con pesanti effetti nei bilanci familiari dal gennaio scorso, a causa della sospensione del Quoziente Parma, uno strumento pensato dalla scorsa amministrazione che calmierava le tariffe per i nuclei familiari numerosi o disagiati, diluendo i costi del servizio su altre fonti di spesa comunali.

Al momento il Comitato Famiglie ha stabilito assemblee ma nessuna manifestazione pubblica di protesta, questa tocca ai dipendenti comunali, fra i quali ci sono vari elettori del Movimento 5 Stelle e che in questi giorni non hanno perso occasione per lamentarsi sul web e chiedere al proprio sindaco un passo indietro.

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2 COMMENTI

  1. IL contrattodi solidarieta si applica in tutta italia : serve per non licenziare nessuno.

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