PILLOLA DEL GIORNO DOPO: E’ CONTRACCETTIVA OPPURE ABORTIVA?

Come riferito (nell’anno 2005) dalla PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA, la cosiddetta “pillola del giorno dopo” è un preparato a base di ormoni, il quale viene assunto entro e non oltre le 72 ore che seguono un rapporto sessuale presumibilmente fecondante. Il farmaco in oggetto esplica prevalentemente un effetto di tipo antinidatorio; impedisce, cioè, che l’eventuale ovulo fecondato ( il quale è, a tutti gli effetti, un embrione umano) si impianti nella parete uterina, mediante un meccanismo di alterazione della parete stessa. Il risultato finale sarà quindi l’ espulsione e la perdita di tale embrione, con un effetto assolutamente abortivo. Soltanto qualora l’assunzione di tale pillola dovesse precedere di qualche giorno l’ evento dell’ovulazione, essa potrebbe talora agire con un meccanismo di blocco di quest’ ultima. In questo caso, allora, la pillola svolgerebbe un’ azione tipicamente contraccettiva, anziché abortiva.

IL PRONUNCIAMENTO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE TEDESCA:

Un pronunciamento (risalente a pochi giorni fa) della CONFERENZA EPISCOPALE TEDESCA ha concesso alle cliniche cattoliche la possibilità di somministrare la “pillola del giorno dopo” nei soli casi di donne che abbiano subito violenza sessuale, e soltanto qualora il farmaco eviti la fecondazione e non provochi, viceversa, l’aborto. Il pronunciamento in oggetto aveva fatto seguito alle molte polemiche per il caso di una ragazza vittima di uno stupro, alla quale due ospedali cattolici di Colonia avevano rifiutato la somministrazione della “pillola del giorno dopo”. Queste, dunque, le parole di soddisfazione del DELEGATO DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI OSPEDALI CATTOLICI TEDESCHI: “In passato, la pillola del giorno dopo è sempre stata vista come una pillola abortiva e condannata solo da questo punto di vista. Siamo sempre contrari alla pillola abortiva. Ma nei casi di donne violentate, è utile il chiarimento ( da parte delle Autorità ecclesiastiche ) per poter dare loro una pillola del giorno dopo come prevenzione. Se la donna, con la pillola del giorno dopo, viene aiutata nel senso della prevenzione, bene. Ma se, per esempio, è già avvenuto un annidamento dell’ovulo fecondato ( ovvero, dell’embrione ) nell’utero, bisogna discutere come si può procedere oltre. In tal caso, infatti, ci si troverebbe di fronte ad un aborto; e, se la donna decidesse per esso, allora bisognerebbe spiegare che dovrebbe essere effettuato in un altro ospedale ( non cattolico ) “.

IL PROBLEMA SOLLEVATO DAL VESCOVO AUSILIARE DI MADRID:

Sulla scia del pronunciamento della CONFERENZA EPISCOPALE TEDESCA si è inserita anche la CONFERENZA EPISCOPALE SPAGNOLA, secondo cui la “pillola del giorno dopo” è, come per la Chiesa di Germania, lecita solamente qualora “eviti il concepimento, e pertanto non sia abortiva“, e solamente nei presunti casi di violenza sessuale. Lo stupro, infatti, non costituisce – dal punto di vista della morale cattolica – “un atto coniugale, ma un atto di ingiustizia e violenza. In questo caso, dunque, è legittimo impedire la fecondazione”. Tuttavia, in perfetta contraddizione con le CONFERENZE EPISCOPALI TEDESCA e SPAGNOLA, il Vescovo Ausiliare di Madrid ha recentissimamente e sostanzialmente affermato che la “ pillola del giorno dopo “ non risulta giammai somministrabile alla donna, nemmeno nei casi di violenza sessuale. Difatti, se è vero che tale farmaco potrebbe essere propinato solamente quando non sia abortivo, è altrettanto vero che la tecnica farmacologica attuale non puo’ garantirci che la singola pillola inibisca la fecondazione dell’ovulo anziché uccidere l’embrione già costituito. Per ora, come invece afferma l’Ausiliario madrileno, “tutte le pillole del giorno dopo hanno possibili effetti abortivi. Per cui il loro uso è illecito. Se esiste, in Germania, una pillola di cui escludere con certezza tali effetti, noi non la conosciamo. A noi non consta l’esistenza di questa possibilità tecnica”». 

LA CONTRORISPOSTA DELLE SOCIETA’ MEDICHE:

Nonostante tali affermazioni, le società mediche certificano che la pillola post coitale attualmente commercializzata in Spagna non costituisce assolutamente un farmaco abortivo. I foglietti informativi diffusi dal Ministero spagnolo della Sanità spiegano che “ si tratta di un farmaco ormonale che impedisce o ritarda l’ovulazione, e nella maggioranza dei casi evita la gravidanza, ma mai la interrompe. Questa pillola non è dunque abortiva, né produce alcun problema o lesione nell’embrione, nel caso ci fosse una gravidanza già in atto “. Analoga risposta ci viene fornita, in stretto parallelismo, dalle società mediche tedesche.

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1 COMMENTO

  1. L’ormone contenuto nella pillola del giorno dopo è il levonorgestrel ( progestinico di sintesi) ad un dosaggio di 1,5mg ,da assumere ,in unico dosaggio, nel tempo più breve possibile dal rapporto a rischio. Il progesterone naturale , ma anche il levonorgestrel che è un suo derivato sintetico , rendono l’endometrio della donna meno compatto, determinando una sorta di maturazione dello stesso , come avviene fisiologicamente nei giorni seguenti l’ovulazione. Solitamente l’annidamento embrionale avviene 3-5 giorni dopo l’ovulazione , quando il tasso di progesterone naturale prodotto dal corpo luteo è sufficente per favorire la fase secretiva dell’endometrio che si prepara ad accogliere l’embrione allo stadio di blastocisti. Il progesterone ed i progestinici hanno anche il meccanismo di rendere il muco, prodotto dalla cervice uterina, molto denso , tanto da non permettere un passaggio facile agli spermatozoi; una dose massiva di progestinico è in grado di bloccare l’ovulazione se questa non è ancora avvenuta , ma non si capisce con quali meccanismi possa determinare nocumento all’embrione. Negli ospedali cattolici ,in linea con quanto dichiarato dall C.E. Tedesca, si può somministrare il farmaco perchè non ci sono evidenze scientifiche sul suo ruolo anti-annidamento ( abortigeno); ritengo che per evitare di somministrare inutilmente il farmaco , in tali ospedali si potrebbe preventivamente eseguire una ecografia pelvica per verificare lo stato di funzione ovarica ( misurazione dei follicoli ovarici) e quindi decidere se somministrare o meno il farmaco ( se la donna ha già ovulato è inutile e quindi dannoso comunque). Mi pare opportuno spendere una parola sul Vescovo madrileno che dimostra cecità di cuore e di mente con la sua condanna inappellabile alla vittìma dello stupro, perchè di fatto la farmacologia non ha mai affermato che il levonorgestrel possa determinare l’ aborto di un embrione umano. La Chiesa cattolica deve lottare sempre per la Verità e mai deve cedere alla tentazione di manipolarla , come buona madre deve sempre essere sincera con se stessa e con i propri figli.

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