Una delle frasi che più spesso circolano all’interno degli uffici è la seguente “quando puoi mandami una email”. In realtà questa frase viene spesso utilizzata al termine di una conversazione, poco importa che si sia appena discusso di come sta procedendo un progetto, di una nuova idea o addirittura di una problematica lavorativa, a volte anche di carattere relazionale. L’ e-mail sul lavoro sta acquistando sempre più spazio, a volte semplifica la nostra esistenza altre semplicemente la complica o la rende meno gradevole. La posta elettronica sul lavoro ha la funzione che nella vita dei miei genitori aveva la televisione: se non se ne parla in tv un evento non esiste o presumibilmente non sarà vero o importante. Adesso se un pensiero non è spedito via email probabilmente nemmeno vale la pena di condividerlo. Ovviamente questa mia affermazione è a dir poco provocatoria e sicuramente non basata su solidi dati scientifici, ma come consulente non posso che mettere in guardia da aberrazioni comunicative alle quali mi capita di assistere quotidianamente. Troppe comunicazioni vengono gestite via e-mail ed ormai anche molti dei rapporti interpersonali che si formano sul lavoro utilizzano quasi esclusivamente questo canale. Se i vantaggi in termini di efficacia, efficienza ed economicità relativa al passaggio di informazioni sono plausibili (non posso scrivere palesi a causa dell’improvvisazione nell’utilizzo di questo mezzo) il coma comunicativo ed a volte relazionale conseguente al suo abuso rappresenta un pericolo reale e tangibile. Uno studio condotto recentemente dai ricercatori della UC Irvine e dall’esercito degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore tassello a questo puzzle. I dati infatti fanno ritenere che essere tagliati fuori dalle e-mail nell’ambito del contesto lavorativo, non solo sia un dramma superabile, ma auspicabile. Non poter accedere alle e-mail di lavoro riduce in modo significativo lo stress e consente ai dipendenti di concentrarsi molto meglio. Quanto la gestione della posta elettronica si schizofrenica è infatti semplice da verificare. Basta contare quante volte lasciamo a metà un lavoro per controllare la nostra casella di posta, d’altronde se non lo facciamo la possibilità che il collega ansioso ci chiami per sapere se è arrivata la sua email…aumenta enormemente.

Alcuni elementi di questo studio risultano particolarmente interessanti soprattutto il più trascurato di tutti: l’importanza della parola. Parlare con le persone costituisce una parte importante e fin troppo sottovalutata del lavoro, ci mette in contatto con gli altri ricordandoci che sono persone e non (solo) un indirizzo di posta.

 

Ne parliamo insieme ad aprile in occasione dei prossimi convegni Maggioli!


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here