Un ‘grazie’ commosso ha avvolto ieri Benedetto XVI, accolto in mattinata da migliaia di fedeli (150 mila) stipati in piazza San Pietro per prendere parte all’ultima udienza pubblica di Joseph Ratzinger nella sua veste ufficiale di Papa e vescovo di Roma. La vigilia del termine pontificale è stata scandita da un universale “abbraccio” con cui insieme, fedeli italiani e pellegrini  stranieri, hanno voluto ringraziare Benedetto XVI. E oggi si decreta la fine del mandato ottennale del 265esimo Papa di Roma. Le strade intorno al Vaticano, ieri gremite sotto la sorveglianza di 2000 uomini tra agenti e volontari in campo, sono meno affollate. Via della Conciliazione non è più chiusa al traffico.

Gli occhi del mondo sono ora puntati sul Vaticano: uno dei momenti più scioccanti della storia della Chiesa romana sta per prendere una svolta da molti auspicata come risolutiva. Nel discorso di ieri, dopo i ringraziamenti Ratzinger si è soffermato ancora sulle ragioni che hanno  elaborato e concluso la difficile decisione, tanto grave quanto nuova.  All’inizio del Pontificato, nel 2005, ha ammesso Papa Ratzingermi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea”, al tempo non sono mancati i “momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia,  non è nostra, ma è sua. E Dio –ha concluso con voce spezzata–  non la lascia affondare”. Le parole pronunciate  da Benedetto XVI risuonano oggi persino dense di maggiore intensità: il Pontefice giunto alle soglie dell’abbandono ha definito l’assunzione del ministero petrino un ‘onorevole’ onere che richiede devozione e sacrificio, non lasciando più alcun margine al confine “privato”Compiuto quel passo ci si affida “sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa”.

Ratzinger ha poi voluto rinfrancare i seguaci precisando come l’abdicazione “all’esercizio attivo del ministero” non giunge ad intaccare in alcun modo il prestigio e la sacralità ecclesiasticaQuesta sera, a partire dalle 20, quando avrà formalmente avvio la sede vacante, Benedetto XVI lascerà in elicottero il soglio pontificio per Castel Gandolfo. Non ritorno alla vita privata – ha rimarcato il Papa– a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore crocifisso”. Parole queste che sembrano prospettare la continuazione di una vicinanza alla Chiesa certamente inedita.

Ratzinger diventerà, sì, un Papa emerito, ma soprattutto resterà un pastore orante, al perenne servizio della fede,  fisicamente ancorato al “recinto” di San PietroLa futura dimora, l’ex convento di religiose, rimane infatti al centro del cuore Vaticano. Papa Ratzinger, non più Pontefice, non si allontanerà dunque dai luoghi clericali ufficiali. Per la nuova fase che apre un capitolo di vita contemplativa, la freccia della bussola di Benedetto XVI indica proprio il monaco di cui porta ancora il nome porta: San Benedetto. Il Santo, ha sottolineato Ratzinger “ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio”. Da stasera il volto del Pontefice tedesco rimarrà celato al mondo, anche se sarà comunque legato alla Chiesa da una comunione che sembra restare viva e fedele.


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