Silvio Berlusconi non esce completamente sconfitto da queste elezioni. Di fronte ad un risultato elettorale per molti versi inaspettato, la tronfia soddisfazione mostrata dal Cavaliere torna ad essere oscurata  dall’ingorgo processuale di cui è protagonista. Non si tratta della congenita deficienza insita nel sistema giudiziario italiano, è lo stesso leader Pdl che assieme ai suoi legali-parlamentari Niccolò Ghedini e Piero Longo ha voluto giocare l’ormai ‘logora’ carta del “legittimo impedimento” stabilendo così  la sospensione di tutte le udienze correnti in vista della campagna elettorale.

Ora Berlusconi si trova ad affrontare, oltre alla delicata agenda politica che comprende l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, la necessità di trovare una maggioranza stabile per il Governo e la nomina presidenziale del successore alla Repubblica, una scaletta processuale scandita da date e stracolma di impegni. L’iter prende ufficialmente il via venerdì prossimo, in Corte d’Appello, dove si attende la richiesta da parte del pg Laura Bertolè Viale di conferma della condanna del leader del Pdl a 4 anni per frode fiscale nella compravendita dei diritti tv Mediaset. La sentenza è stabilita per sabato 23 marzo.

Già lunedì 25 marzo, si aspetta invece a Palermo il verdetto nel secondo processo d’Appello all’ex senatore Pdl Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa nel quale il pg Luigi Patronaggio ha richiesto una condanna detentiva di 7 anni. Non può poi mancare all’appello l’udienza mediatica per eccellenza, giunta alla sua fase cruciale, del cosiddetto “processo Ruby” nel quale Berlusconi si trova imputato per prostituzione minorile. L’ultima sessione si rivela decisiva anche per i poliziotti della Questura di Milano che sono accusati di concussione per la sfilza di telefonate notturne volte a propiziare il rilascio dell’allora minorenne marocchina per poi darla in custodia alla consigliera regionale Nicole Minetti.

In maniera congrua alla durata dell’interrogatorio, che coinvolge un’ultima testimone Annamaria Fiorillo, il pm dei minorenni, chiamata in causa per precisare le disposizioni, in parte smentite, commissionate all’ispettore Giorgia Iafrate, avrebbe inizio la requisitoria e già per il 18 marzo si programma la sentenza finale.  Giovedì prossimo è inoltre atteso il giudizio di primo grado, che vede coinvolto il Cavaliere per concorso nella rivelazione del segreto d’ufficio, nella vicenda processuale per il trafugamento dalla Procura e pubblicazione su Il Giornale nel 2005 dell’audio dell’intercettazione tra l’allora segretario ds Piero Fassino e il fiore all’occhiello di Unipol Giovanni Consorte.

L’ingorgo processuale di cui è al centro Berlusconi, in realtà, ha preso il via ieri con l’udienza quasi notturna  del processo milanese Mediatrade, in primo grado, dove l’ex premier già assolto in Cassazione, mantiene un profilo non completamente estraneo rimanendo imputati per frode fiscale il figlio Piersilvio ed il presidente del Gruppo Mediaset, di sua proprietà, Fedele Confalonieri. La lista si ferma qui: lo scenario elettorale ha riservato ingenti sorprese, resta da chiedersi se anche il decorso processuale sarà così indulgente col cittadino (pare) ancora più “fortunato” d’Italia.


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