All’indomani delle elezioni politiche meno chiare della storia repubblicana, con qualche vinto, ma ben pochi vincitori, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, favoritissimo alla vigilia per diventare il prossimo Presidente del Consiglio, ha aperto la porta al Movimento 5 Stelle, prospettando un’intesa su punti programmatici.

Beppe Grillo, forse l’unico, vero trionfatore delle elezioni 2013, addirittura al primo posto tra i partiti alla Camera, ancora non ha sciolto la riserva, ma ha lasciato intendere che, senza dubbio, la sua porta è chiusa a Berlusconi. Per Bersani, invece, forse qualche spiraglio i potrebbe essere.

Ma davvero i programmi dei due partiti sono così conciliabili? Su quali punti verterà una possibile coalizione centrosinistra-Movimento 5 Stelle? Quale sarà l’agenda del prossimo governo, se davvero finirà per nascere sotto la stella di questo accordo tra il neonato soggetto politico del comico genovese e la corazzata del Partito democratico? Vediamo i punti principali di contatto e, a seguire, quelli di rottura.


1. Amministrazione e politica

Il MoVimento 5 Stelle fa dello snellimento burocratico e, soprattutto economico dela macchina statale il cuore del proprio programma elettorale. Tra i punti irrinunciabili, troviamo infatti l’abolizione delle province, dei rimborsi elettorali, l’accorpamento dei Comuni sotto i 5mila abitanti, la riduzione a due mandati per parlamentari e altre cariche pubbliche, lo stipendio dei parlamentari allineato alla media nazionale, eliminazione di ogni privilegio (incluso il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo), divieto di cumulo di cariche, abolizione delle Authority, insegnamento della Costituzione a ogni rappresentante pubblico.

Il Pd, invece, sul fronte pubblico, riconosce che “l’efficienza della PA è condizionata dalla riforma dell’assetto istituzionale del Paese”. Così, il partito di Bersani avanza la proposta di assoluta trasparenza sulla situazione patrimoniale dei parlamentari e sui bilanci dei partiti, il dimezzamento del numero dei parlamentari stessi, un nuovo sistema elettorale, una legge sui partiti, più “Completamento e razionalizzazione della riforma del Titolo V della Costituzione“. Inoltre, viene proposta entro il 2013 una più rigorosa legge contro la corruzione, un riordino di regioni, province, unioni dei Comuni e città metropolitane. Da ultimo, nel fronte PA, potenziamento dell’e-procurement, arrivando almeno al 30% dell’acquisto di beni servizi in 3 anni.

2. Digitale e rete

Nato su internet, il MoVimento 5 Stelle affida naturalmente alle energie della rete telematica buona parte delle sue riforme programmatiche. Così, vediamo come venga posto come irrinunciabile dal partito di Grillo la pubblicazione online delle leggi almeno 3 mesi prima della pubblicazione, la partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, accesso alla rete gratuito prima tramite ADSL tu tutto il territorio, poi tramite WiMax e la “cittadinanza digitale per nascita“. Allineamento immediato delle tariffe di connessione alla media europea, abolizione delal legge Pisanu sull’accesso al wi fi.

Il Pd, dal canto suo, avanza fortemente il principio dell’open government per le amministrazioni, per una “PA digitale, trasparente, decertificata.” Sempre sul fronte amministrativo, si auspica l’adozione dell’Agenda digitale pubblica, con uno sforzo complessivo per l’adozione del Cloud computing. Sulle infrastrutture digitali, il Pd è a favore del potenziamento della banda larga su tutto il territorio nazionale, tramite reperimento di fondi europei, messa in rete del patrimonio artistico culturale, potenziamento della sicurezza nelle città con le nuove tecnologie.

3. Giustizia

Sul fronte della giustizia, il MoVimento 5 Stelle propugna immediata abolizione del lodo Alfano, la non eleggibilità a cariche pubbliche per cittadini condannati, la depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere, introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici.

Per il Pd, invece, propone il passaggio effettivo al processo telematico, concorsi annuali per coprire i posti vacanti dei magistrati, la riduzione del carico civile. Nel penale, i democratici avanzano le proposte di semplificare il sistema delle notifiche, ridurre la portata dell’appello, rivisitazione della prescrizione, con sospensione del termine dopo la sentenza di primo grado. Infine, messa a reddito dei beni confiscati alle mafie. Sulle carceri, spazio all’introduzione del reato di tortura, del principio di messa alla prova, e, da ultimo, l’espulsione del condannato straniero come alternativa alla detenzione.

4. Salute e sanità

Il MoVimento 5 Stelle propone ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali, monitorando e correggendo gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità, promuovendo l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, e dunque la prescrizione medica dei principi attivi. Inoltre, Grillo progetta di proibire gli incentivi economici agli informatori scientifici, separare le carriere dei medici pubblici e privati, criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari, liste di attesa pubbliche e on line, istituzione di centri unici di prenotazione on line. Quindi, il M5S propone anche la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche.

Per il Pd, le priorità sono “puntare su poche strutture altamente tecnologiche per emergenze”, l’introduzione della responsabilità oggettiva delle strutture sanitarie, il superamento della concezione culturale del farmaco solo come fattore di spesa per la sanità. Quindi, sull’amministrazione sanitaria, bersani propone di mettere i partiti fuori dalle nomine, coinvolgimento di operatori e cittadini, ribadendo il no all’introduzione di nuovi ticket.

5. Scuola

Grillo sul fronte scolastico chiede l’abolizione della legge Gelmini, la graduale abolizione dei libri di scuola stampati, l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, finanziamenti solo alla scuola pubblica, la diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti, accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie.

Il Pd promette nessun nuovo taglio, allungamento del tempo scuola, modulo a 30 ore con le compresenze, rilancio istruzione tecnica e professionale, esaurimento delle graduatorie degli insegnanti precari, nuovo contratto nazionale, accesso a Internet disponibile nelle scuole: fibra per tutti gli edifici scolastici,  copertura Wi-fi, dotazione per insegnanti e alunni del materiale tecnologico anche in comodato gratuito.

I punti critici

Fin qui, i programmi dei due partiti sembrano simili, quasi sovrapponibili su alcuni temi specifici. Ci sono però, pesanti criticità tra Pd e MoVimento 5 Stelle che difficilmente potranno essere superate anche in un’eventuale esperienza di governo.

Innanzitutto, la TAV Torino-Lione: Grillo è assolutamente contrario, mentre il Pd a guida Bersani ha più volte confermato di essere a favore dell’opera.

Quindi, il capitolo energetico: il MoVimento 5 Stelle è per l’abbandono della logica degli inceneritori e dei grandi impianti a biomasse, mentre il Pd è a favore delle energie rinnovabili ma su posizioni assai meno radicali, in particolare sullo smaltimento dei rifiuti. Anche sul nucleare le posizioni ufficiali dei partiti non sono troppo vicine: Grillo è per il no assoluto, nel Pd alcune anime, in passato, hanno speso parole di incoraggiamento per i propulsori di terza e quarta generazione, nonostante l’esito dell’ultimo referendum.

C’è poi, la grande questione europea: Grillo si è detto favorevole a un referendum per la permanenza nell’area della moneta unica, mentre il Pd è assolutamente contrario a questa ipotesi.

Infine, il reddito minimo di cittadinanza proposto da Grillo: in campagna elettorale, è stato lo stesso Bersani a dipingerlo come una “favola”. Ultimo punti di frizione forte, la finanza: dopo il caso Mps, Grillo ha attaccato più volte il Pd per la sua contiguità con il sistema bancario, parlando di uno scandalo più grave addirittura di Tangentopoli.

Se queste sono le premesse, perché Berlusconi dovrebbe osteggiare il matrimonio Bersani-Grillo? Forse, il punto che lo preoccupa maggiormente è quello che, a parole, sia il comico che il leader Pd hanno inserito tra le assolute priorità del Paese: una legge seria sul conflitto d’interessi. E’ per questo che Berlusconi non può dirsi contento dell’esito delle elezioni, nonostante l’inatteso exploit.


CONDIVIDI
Articolo precedenteDalle elezioni al Quirinale; ecco tutte le tappe della legislatura
Articolo successivoToto-Papa: da domani la Chiesa non avrà più un Papa

1 COOMENTO

  1. mi chiamo silvano ho votato bersani ma riconosco le vostre idee
    ma vedo giusto un modello sicilia

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here