L’esito elettorale di questa notte apre uno scenario politico inedito per la nostra nazione. Il mancato raggiungimento di una maggioranza a Palazzo Madama e il risicato margine percentuale, pur a fronte del premio di maggioranza consegnato alla coalizione di centrosinistra di ben 340 deputati, che è intercorso tra Pd e Pdl alla Camera prospetta indicazioni interessanti anche per l’imminente nomina presidenziale.

Il dettato costituzionale sancisce, per l’elezione, la norma dei 2/3 dei parlamentari per tre volte consecutive, necessitando dalla quarta votazione della maggioranza assoluta, la metà più uno. Questo sta a significare che, in caso dovesse avverarsi la prima ipotesi, si giungerà col nuovo Parlamento (fatta eccezione, attualmente, per gli eletti nella circoscrizione estera, ma compresi i tre senatori a vita e i 58 delegati regionali) a quota 657 elettori con la maggioranza ai due terzi. Si toccherà quota 494, uno in più dei 493, nel voto a maggioranza assoluta.

Nella primo caso non esiste alcuna coalizione che possa ritenere di poter eleggere, da sola, il Presidente della Repubblica. E’ palese la necessità di pervenire ad accordi. Sussistono, in questa eventualità, alcune probabili alleanze: l’unione delle coalizioni di centrosinistra e centrodestra, che insieme raggiungerebbero i 700 voti, anche prescindendo il sostegno di una parte dei 58 delegati regionali; con l’extra dei montiani si raggiungerebbero poi i 763 voti.


Resta possibile, numericamente parlando, anche la congettura collaborativa tra centrosinistra, Movimento Cinque Stelle e Scelta civica, per un totale complessivo di 684 voti. Da soli, centrosinistra e Grillo (con quota 621) abbisognerebbero, in relativo numero, del supporto dei delegati regionali.

Il quadro prospettato cambia cornice qualora si proceda col voto a maggioranza assoluta. Nel caso, per sorpassare quota 493, qualora dovessero venir meno eventuali disposizioni di concordo tra centrosinistra e centrodestra, potrebbe spuntarla l’alleanza centrosinistra/Monti, raggiungendo quota 522 voti. La coalizione sinistrorsa e centrista verrebbe poi a rafforzarsi ulteriormente con l’ipotesi, a dire il vero assai remota, dell’aggiuntivo sostegno grillino, con il quale si salirebbe a 684 voti.

Anche un’intesa tra centrodestra, Monti e grillini (che partirebbe da una base di 466 consensi) potrebbe arrivare alle cifre necessarie, ma solo dietro l’appoggio di una parte dei delegati regionali. Sono infine segnate da nulle possibilità di riuscita le ipotesi di accordo tra centrodestra e Scelta civica (304 voti) e di centrodestra e Grillo (403), per cui non basterebbe nemmeno  l’aiuto dei delegati regionali.


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