Scusate, sono in ritardo”, commenta elusivo di fronte alla moltitudine di telecamere, aggirando ogni risposta, Matteo Renzi che preferisce  non esporsi ancora sull’esito del voto. Si mostra serio, poco propenso, come d’ovvio, ad elargire  sorrisi e battute. Si presenta in Regione per varare insieme al governatore Rossi il concordato sugli aeroporti toscani. Con l’Iphone sempre tra le mani, non si intravede  più la ‘famosa’ cover che sino a poco tempo fa sanciva : keep calm and rottama.

Parole quasi di presagio più che d’auspicio: la rottamazione è passata davvero, non lasciando  nessuno spazio agli animi calmi e ai toni pacati. I risultati delle urne hanno delineato una congiuntura politica incerta dove gli equilibri non sono per nulla scontati, ed ogni partito sembra poter proseguire sul filo del rasoio. Necessitano valutazioni e scelte rapide, probabilmente (e purtroppo) frutto di patti risicati e coalizioni inaspettate, per impedire che sul Paese, questa volta, ricada pesante lo spauracchio-Grecia.

Matteo Renzi, leader mancato del Pd, sembra aver sperato in un intervallo di tempo più lungo per il suo ritorno in campo. Ad oggi, chiuse le urne e scrutinati i seggi, potrebbe essere proprio lui il candidato ‘riesumabile’ per l’inaspettata assunzione di responsabilità. Da fonti a lui vicine si capta nervosismo, “Matteo sa che per il Paese è un momento complicato e sa di non poter sbagliare”, precisano i collaboratori. Il sindaco di Firenze si concede, solo in battuta, al presidente dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze, Maracchi, incrociato di sfuggita in Regione: “Oggi non è giornata” risponde.


L’attesa che prelude ogni eventuale dichiarazione sembra collegata, come legittimo, all’esposizione del Segretario di partito Pierluigi Bersani. Si contano comunque a migliaia le persone che, soprattutto in rete, invocano la discesa in campo del Rottamatore, quale unico profilo ancora in grado di portare a netta vittoria un centrosinistra che si è rivelato, confutando le ipotesi di vittoria predefinita, incapace di raccogliere consensi schiaccianti.

E’ proprio il web, dunque, a 24 ore dal risultato elettorale, a fare appello a Matteo Renzi. I social network gestiti dal sindaco fiorentino e dal suo entourage, sia la pagina Facebook che Twitter , sono stati letteralmente presi d’assalto da una folla di elettori disillusi. Cercasi rinnovamento nel Pd = Matteo Renzi, ”Matteo ti prego candidati”, ”Renzi scalda i motori!”, ‘Renzi salvaci o il meno informale ”Signor Renzi, la prego di considerare una candidatura per il bene del nostro Paese’‘, sono solo alcuni dei migliaia di post che si trovano, da ieri, in bella vista sulla bacheca del primo cittadino.

Sono tanti, troppi, quelli che a posteriori, e forse con esagerata faciloneria, rimpiangono per il centrosinistra la candidatura di Matteo Renzi, prospettando come la coalizione progressista avrebbe in tal modo eroso consensi sia sul fronte moderato, che su quello ‘protestatario’ del Movimento Cinque Stelle.

Di analogo tenore i post su Twitter: “Scritto e riscritto: se avesse vinto @matteorenzi tutto questo non sarebbe successo“, si legge in un tweet. “Il Pd aveva un fuoriclasse alle primarie e lo ha mandato in tribuna per la partita del governo“, tuona un altro. Al di là dei toni delusi dilaga, misero, qualche commento ironico: “Tutti a prendersela con chi ha votato Berlusconi. Prendetevela con Bersani e il Pd o con voi stessi che non avete voluto Renzi!“. “Bisogna pur ammetterlo: con Renzi sarebbe andata in altro modo“, chiude in coda la nota amara che riassume così uno stato d’animo diffuso tra chi ci ha creduto ed è rimasto inascoltato.


2 COMMENTI

  1. A parte il successo del Movimento 5 Stelle (hotel di lusso ?), che si rivelerà solo una grossa bolla di sapone, nessuna preparazione specifica e culturale di natura politica, amministrtativa e giuridica avendo la quasi totalità degli elettori attratti più da urli, smorfie e battute, che non da un coerente progetto, si ha la conferma “popolare” (salvo brogli colossali) della precedente maggioranza, per cui un fronte PD. PDL e Gruppo Monti, con probabile presidente del Consiglio Monti stesso, sarà la soluzione più probabile, e potremmo “godercela” stavolta per cinque anni filati. Tanto, dimenticare la reciproca sequela di insulti della campagna elettorale, è la cosa più facile per gente abituata a cambiare casacca secondo il vento che soffia.

  2. IO SE CI FOSSE STATO RENZI AVREI VOTATO PARTITO DEMOCRATICO PORTANDOMI DIETRO 4 VOTI ALMENO (LA MIA FAMIGLIA) COSì INVECE L ABBIAMO DATO AL MOVIMENTO 5 STELLE !!!!!! è ORA CHE SI TOLGANO DALLE BALLE , PROMESSE PROMESSE PROMESSE BASTA ORMAI SIAMO ALLO STREMO
    INVECE LORO (I POLITICI) ATTUALMENTE RUBANO ANCORA DI PIù DI VENTI ANNI Fà SI VEDE CHE ANCORA GLI PASSA TROPPI SOLDI NELLE MANI , DEI NOSTRI .

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