Dopo le elezioni politiche è la volta di quelle regionali; infatti nelle regioni della Lombardia, del Lazio e del Molise si vota per decretare il presidente della regione. Gli scrutini sono cominciati alle 14 di oggi e delineano una situazione che si preannuncia equilibrata solo in Lombardia, mentre nelle altre due regioni la corsa alla presidenza sembra segnata in modo deciso.

La Lombardia, che è stata definita l’ago della bilancia nelle elezioni per il senato, vede i due candidati sul filo di lana, al momento Roberto Maroni, il candidato della Lega, è avanti con il 38% lo segue però da vicino il rivale del Pd, Umberto Ambrosoli, con il 35%. Rimane più distaccato il candidato presidente del M5S, Silvana Carcano che si attesta attorno al 17% – 18%, un risultato di tutto rispetto, in linea con quello nazionale del movimento e degli altri candidati presidenti nelle altre regioni.

Nel Lazio la situazione sembra più delineata a favore del candidato del Pd, Nicola Zingaretti, che si attesta negli exit poll al 39% quindi ben 11 punti percentuali in più dell’ex governatore Storace, rappresentante de La Destra e che concorre per la coalizione del Pdl. Difficile anche se non impossibile una rimonta visti i buoni risultati ottenuti nella regione dal Pdl per la corsa nazionale; buon risultato invece per Barillari del Movimento 5 stelle che viene accreditato del 21%, un risultato molto interessante viste le tradizioni politiche del Lazio.


Per quanto riguarda il Molise la situazione dovrebbe essere davvero senza sorprese, il candidato del Pd, Paolo Di Laura Frattura godrebbe di un vantaggio quasi abissale, infatti gli è attribuita una forbice del 47 – 49%, quasi il doppio rispetto al competitor del Pdl, Angelo Michele Iorio che arriva appena al 26 – 28%. Al terzo posto, con un dignitoso 15 – 17%, si attesta Antonio Federico il candidato del Movimento 5 stelle.

Questi, come detto, sono solo i primi exit poll, le impressioni di voto dunque che identificano solo una ipotesi di volontà degli elettori. Vanno prese con le molle, soprattutto alla luce di quanto successo ieri, quando le proiezioni del primo pomeriggio avevano prospettato uno scenario politico che poi non si è realizzato. La realtà regionale è sicuramente diversa da quella nazionale e si muove su meccanismi diversi, però è possibile che ci siano delle sorprese, soprattutto in relazione ai candidati M5S che potrebbero aver beneficiato del boom alle politiche.


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