Siamo ufficialmente entrati nell‘ultimo giorno di campagna elettorale. Oggi, tutti gli occhi sono puntati verso Roma, dove Beppe Grillo sta per riversare l’ondata finale del suo Tsunami Tour, a conclusione del suo passaggio trionfale un po’ in tutte le piazze d’Italia. (Guarda le foto)

Comunque vada a finire, al comico genovese va dato atto di aver operato, dal 1994 a oggi, la prima campagna elettorale di rottura dalla telepolitica, riuscendo a riempire tanto le strade telematiche quanto quelle reali. Certo, non aver concesso neanche un’intervista alle emittenti nostrane ha attirato qualche critica verso il leader del MoVimento 5 Stelle – e la rinuncia in extremis a Sky Tg24 è stata indubbiamente un piccolo boomerang – ma nessuno, finora, nella Seconda Repubblica era riuscito a ottenere simili risultati snobbando completamente il piccolo schermo.

Tra i dati ufficiali di queste ore, girano alcune rilevazioni relative alla frequenza con cui i leader compaiono nei pensieri degli utenti web. Naturalmente, si tratta del terreno privilegiato per Grillo, lì dove il suo MoVimento ha visto la luce, ma i risultati sono ugualmente degni di nota.


In primis, parliamo dello studio di “Netsentiment” realizzato da Tiscali in real time, che rileva gli indici di popolarità dei leader su siti internet e social network. Ebbene, pare che negli ultimissimi giorni sia infine avvenuto il “ribaltone”: nelle settimane scorse, il trend era in linea coi sondaggi, con le due coalizioni maggiori a darsi battaglia e gli altri a seguire, mentre ora davanti a tutti, nella speciale classifica, ci sarebbe proprio il comico genovese.

Grillo 28%, Berlusconi 22%, Monti 18%, Bersani 16%: la rete ha emanato la sua sentenza. Quanto, il popolo di internet, sarà rappresentativo alle urne? Questa è un’altra domanda fondamentale alla quale lo stesso Grillo dimostra di non avere risposta: la scelta di concentrare la campagna nelle piazze, senza ospitate nei vari talk show, pare sia stato il complemento migliore al facile sfondamento sul web. Accompagnare alla popolarità “digitale” il travolgente e corrosivo stile di un vero e proprio “animale da palcoscenico” potrebbe aver fornito l’innesco definitivo di quel quel “boom” tanto atteso dai grillini doc.

Ancora, tutti i numeri devono naturalmente essere confermati alle urne, ma gli ultimi sondaggi che abbiamo a disposizione, parlano di un Grillo proiettato da un po’ tutti gli istituti di ricerca verso il 20%, una quota impressionante per una lista antisistema, mai raggiunta, ad esempio, dalla stessa Lega Nord, che, con la metà delle preferenze, è riuscita a governare per anni, localmente e al centro.

Dunque, oggi la campagna elettorale conosce il suo atto finale e, malgrado su Roma le previsioni meteo indichino pioggia, i bookmakers nei giorni scorsi si sono detti sicuri che Grillo porterà in piazza un milione di persone. Quantità forse esagerata, su cui non si avrà mai una riprova certa, ma che la dice lunga sulla temuta “epidemia” a 5 Stelle che sta contagiando il Paese.

E veniamo, dunque, alle nuove indiscrezioni su corse ippiche, conclave e anche corse ciclistiche notturne, come abbiamo visto assai in voga soprattutto da una quindicina di giorni a questa parte.

Oggi, il sito notapolitica.it ci informa che all’ippodromo meneghino dove è di casa Varenne, si è corsa una gara che vedrebbe le due principali scuderie appaiate per un testa a testa che, domenica, potrebbe addirittura mettere in discussione il già virtualmente assegnato titolo della Chambre.

Guida sempre il team Bien Comun con il tempo generale di 33,5 secondi ma la rediviva Maison Libertè sarebbe a un’incollatura, con il cronometro fermo al 32, per merito dell’anziano beniamino del pubblico Varenne (24 i secondi per lui) e dello stanco avversario Fan Idole, ormai stabilmente sotto i 30 secondi medi sul giro, dopo un inizio anno bel al di sopra di questi livelli.

Tra gli altri, grande performance del pentastellato Igor Brick, che totalizza il tempo di 19 secondi – un record su questi ippodromi – mentre la scuderia guidata da Ipson de la Boccon non andrebbe oltre gli 11. Dietro, fatica il centroamericano Galopin du Zacapa, sotto i 4 secondi necessari alla qualificazione.

Quindi, passiamo al sito scenaripolitici.com, che ci informa come, l’altra notte, si sia tenuta una corsa ciclistica sotto mentite spoglie, dove alcune glorie delle due ruote avrebbero gareggiato cronometrati da un “famoso istituto EUROpeo”. Ad esempio, troviamo Nibali e Froome alleati nella squadra favorita Astana, che totalizzano rispettivamente 29,3 e 3,1 secondi, mentre i rivali della Saxo Bank avrebbero portato a termine il tanto annunciato sorpasso con il tempo di squadra di 33,9 e il 22,1 del già titolato Contador. Una rilevazione, di cui però, gli stessi inviati non si dicono troppo convinti.

E chiudiamo la rassegna con le ultime voci dal conclave, sempre più imminente, dove a informarci è il sito youtrend.it, che ci affida le ultime rilevazioni regionali, anch’esse molto importanti per capire chi la spunterà. Così, in successione apprendiamo come il cardinale di Piacenza sia in vantaggio in molti consessi regionali (+8 cardinali in Piemonte, +8 in Abruzzo, +6 in Sardegna, +6 in Calabria, +9 nel Lazio), mentre guidi a stento su altre sfide molto importanti (+0,2 cardinali in Lombardia, +0,5 in Puglia, +1 in Campania). Il cardinale avverso di Monza e Brianza, invece, sarebbe in testa in Veneto (+3 cardinali) e, udite udite, in Sicilia, dove è riuscito a riunire tutti i vecchi alleati (+2 cardinali).

Come si vede, è molto difficile capire se questo numero di cardinali sarà sufficiente per eleggere Papa l’arcivescovo di Piacenza. A quanto pare, poi, c’è il forte rischio che il suo potenziale fiancheggiatore, l’arcivescovo di Milano, non riesca a portare in dote un numero di cardinali sufficiente per supportarne l’elezione. Tutto ciò, potrebbe andare a beneficio del brianzolo – che comunque difficilmente tornerà a indossare la mitria – anche se tutti i cardinali più attempati si dicono preoccupati dall’impatto che potrebbe avere il porporato genovese emergente.

Tornando alla politica nazionale, invece, chiudiamo con un’ultim’ora: il giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, che non ha mai celato le proprie simpatie grilline, poco fa ha scritto sul proprio profilo Facebook: “Son qua che osservo i sondaggi. Quelli aggiornati, quelli segreti che in realtà tutti conoscono. Li guardo. Li riguardo. E la prima cosa che mi viene da dire è: Mamma mia, mamma mia”.


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9 COMMENTI

  1. Se vince Berlusconi, sputerò in faccia di chi lo ha votato (cioè i coglioni). Non ho paura, nè tanto meno mi vergogno dirlo. Tanto per essere chiaro che con Berlusconi l’Italia è diventata come la scaletta di un pollaio: corta perchè ci fanno pagare tantissimo per le loro porcate (e quindi siamo a corto di soldi) e piena di merda perchè i politici ce l’hanno scaricata addosso. Ma un giorno e non vedo l’ora che saranno loro stessi a raccoglierla e a mangiarla. Così capiranno dove ci hanno catapultati sti pezzenti.

  2. Grillo e il portavoce del movimento, non fara’ mai il presidente del consiglio o ricoprira’ cariche istituzionali.

  3. Tutto bene, qui però non si vota per lo scudetto ma per il futuro dell’Italia. Pier Luigi forse non avrà l’appeal di Beppe, però è più giovane, più competente e si sforza di unire anziché dividere. A dividere noi italiani fra dx e sx, ricchi e poveri, ecc., ci ha già pensato un altro “animale da palcoscenico” e si sono visti i risultati. Vogliamo continuare così? Buon voto a tutte/i!

  4. quali sono i piani del M5S per uscire dalla crisi??? mi sa che la Grecia arriva se entrano questi incompetenti (vedi il comune di Parma già in crisi)

  5. Condivido pienamente…speriamo che M5S abbia il successo che ha dimostrato ieri a Roma con 800.000 persone. Ma in quale comizio pubblico dei normali partiti mangia soldi si è mai vista tanta gente??? Forza M5S!!!!
    Lunedì qui in Toscana sarà tt sommerso dalla neve ma per una volta nella mia vita farò di tutto per andare a votare, forse è una delle poche volte che ha senso andare a votare per le politiche.

  6. Bene con il 20% che si farà. Sicuramente faremo ridere tutto il mondo perché è nella continuità: Berlusconi fa il comico e il comico Grillo (che mi fa molto ridere) farà il Presidente del Consiglio.
    E’ un suicidio di massa.,

  7. Votiamo M5S in massa, è l’ultima speranza che ci rimane prima che arrivi la Grecia, con Bersani+Monti sarà austerity assicurata!! In Grecia è crisi umanitaria, il 50% della gente non riesce più pagare le tasse e muore di fame, impediamo che questo accada anche in Italia! VOTA M5S!!!

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