La “vicenda Mahony”, negli Stati Uniti, sta diventando un vero e proprio caso mediatico. Un gruppo di fedeli cattolici americani (Catholics United) ha lanciato una petizione nazionale che chiede esplicitamente al cardinale Roger Mahony di rinunciare a partecipare al Conclave. La figura di Mahony è da tempo pesantemente messa in discussione a causa del rispettivo coinvolgimento nello scandalo-pedofilia.

L’ex arcivescovo di Los Angeles, già stato sollevato dai propri incarichi dal suo successore Monsignor José Gomez che aveva precisato l’esonero amministrativo e pubblico in una lettera ai fedeli il 31 gennaio scorso, oggi torna a far parlare di sé. Il suo nome, infatti,  compare tra i partecipanti al Conclave dove si designerà il successore di Benedetto XVI.

Mahony è, però, obbligato a comparire prima in tribunale dove sarà interrogato sotto giuramento, come teste, presso la corte superiore della contea di Los Angeles, il 23 febbraio. L’imputazione investe un prelato di origini messicane, accusato di aver molestato un fedele di sesso maschile, trent’anni fa, nella parrocchia di Montecito Heights.


L’esentato arcivescovo, a partire già dalla fine degli anni ‘90, è stato chiamato a deporre più volte sui presunti rapporti avuti con i prelati molestatori. Ora, la nuova testimonianza: Mahony comparirà in qualità di testimone, in udienza rigorosamente serrata, non solo sul caso di padre Nicolas Aguilar Rivera, ma anche su altri 25 sacerdoti imputati per abusi nello stesso periodo.

L’imminente deposizione sarà la prima rilasciata da Mahony da quando l’arcidiocesi di Los Angeles, a fine gennaio, è stata obbligata a rendere pubbliche 12 mila pagine di documentazioni interne alla chiesa sugli episodi appunto di pedofilia, coinvolgenti ben 122 prelati, e sulle modalità con cui il cardinale li aveva sommessamente gestiti. “Leggere questi documenti”, ha dichiarato monsignor Gomez, richiesto quale scorta nella diocesi dallo stesso Benedetto XVI proprio per far luce sul problema, “è stata un’esperienza brutale e dolorosa”.

Oggi, Anthony De Marco, il querelante di Padre Aguilar Rivera, dichiara di essere in possesso di 130 fogli comprovanti le malefatte del sacerdote, i quali non erano risultati fruibili durante l’ultima testimonianza di Mahony. Padre Aguilar Rivera, tornato in Messico, rimane sospettato di avere molestato sessualmente almeno 26 ragazzini nel corso dei complessivi nove mesi di residenza nella circoscrizione vescovile.

La questione inerente la partecipazione di Mahony al Conclave ha sollevato pertanto notevoli polemiche anche nel nostro Paese. Monsignor Gomez, il 15 febbraio, facendo parziale marcia indietro rispetto alle passate disposizioni, ha cautelato in parte sia la posizione del cardinale che quella del suo ausiliare, monsignor Thomas Curry, anche lui oggetto di sanzioni, assicurando che entrambe rimangono vescovi in piena regola nell’arcidiocesi di Los Angeles e possono celebrare i sacramenti e svolgere attività pastorale”. Monsignor Gomez ha anche incoraggiato i fedeli a “pregare per il cardinale Roger Mahony mentre si prepara ad andare a Roma per eleggere il nuovo Papa che prenderà il posto di Benedetto XVI”.

Pochi giorni fa, lo stesso Mahony ha palesato all’interno del proprio blog la grande sofferenza inflittagli dalle critiche degli ultimi giorni: “Dio mi ha aiutato a capire: non sono qua per servirlo con umiltà, ma sono chiamato a qualcosa di più profondo: essere umiliato e respinto da molti. Non ero pronto per questa sfida, ma dopo il Mercoledì delle Ceneri ho compreso il significato della chiamata di Gesù”. “Onestamente – ha poi messo nero su bianco il cardinale – non posso dire di avere già raggiunto il punto in cui posso pregare per ulteriori umiliazioni. Sono allo stadio in cui chiedo la grazia di sopportare l’umiliazione subita in questo momento”.

I fedeli americani rimangono tuttavia ancora interdetti: “Se un Cardinale è privato del suo ruolo pubblico nella diocesi, perché dovrebbe essere premiato con la possibilità di votare per il prossimo Santo Padre? Il cardinal Mahony aggraverebbe ulteriormente lo scandalo e la vergogna per la nostra Chiesa se partecipasse al Conclave”, si legge nella petizione che chiede al porporato di restare a casa.

 

 


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