Alla fine, com’era nelle previsioni, l’annuncio è arrivato. Secondo copione, a pochi giorni dalle urne Silvio Berlusconi avrebbe dovuto annunciare l’avvenuto sorpasso sul centrosinistra, e così, anche questa volta, ha tenuto fede alla “scaletta”.

Nonostante il blackout ai sondaggi politici, infatti, come abbiamo visto nei giorni scorsi, tra i circoli dei bene informati le indagini demoscopiche girano letteralmente all’impazzata.

Istituti, partiti e centri di rilevazione sono in pieno fermento per conoscere le tendenze generali degli italiani, in una delle elezioni, almeno nei rapporti di forza, più impronosticabili degli ultimi tempi.


Così, a cinque giorni dalla chiusura della campagna elettorale, il Cavaliere non ha resistito alla tentazione e ha rivelato come i dati in suo possesso, ottenuti in maniera “confidenziale”, confermino la notizia tanto attesa: lo schieramento di centrodestra avrebbe sopravanzato quello di Pier Luigi Bersani, che a inizio anno partiva in vantaggio di una decina di punti percentuali.

“Prima di ringraziarvi vi devo dare una buona notizia, molto buona, buonissima: sembra che li abbiamo raggiunti e superati”. Con queste parole affatto sibilline, ieri, Berlusconi ha annunciato la rimonta portata a termine.

Ma è davvero così? Come sappiamo, da sabato 9 febbraio i sondaggi politico elettorali non vengono diffusi dai mass media, a seguito della normativa sulla par condicio, legge 28 del 2000.

In queste ore frenetiche, però, si parla sempre più spesso di corse ippiche: pare che, improvvisamente, in Italia si sia diffuso un focolaio di epidemia del trotto, tanti sono i cittadini attenti alle prestazioni dei loro fantini favoriti.

Così, partiamo da quello che sarebbe “l’ippodromo” preferito del Cavaliere, non quello antistante a San Siro, ma quello del Nord Est, che qualcuno ha ribattezzato “EuroMidi”: cronometristi austeri i quali, però, in passato hanno dato prova di registrare i tempi esatti, in controtendenza a tutti gli altri colleghi.

Ebbene, riferisce il sito notapolitica.it, nella corsa che si è tenuta lo scorso 12 febbraio, pare che la scuderia del Bien Comun veleggiasse senza particolari apprensioni: il caposquadra Fan idole aveva fatto segnare un tempo di 30 secondi netti, mentre, al suo fianco, tirava il fiato il fido ed eco-sostenibile Gebrazac, fermo a soli 3. La performance collettiva, comunque, aveva fatto segnare il primato nell’ippodromo ostile: 33.5, esito convincente, forse decisivo.

E veniamo all’idolo di casa, l’esperto ma affaticato Varenne, che non riusciva a ripetere i giri del mese di gennaio, crollando a 17.4 secondi e aprendo le porte a prospettive nient’affatto entusiasmanti per la sua scuderia. I compagni di team, il bicorno Groom De Bootz – fermo a 5,5 secondi – e gli altri alleati, non riuscivano a migliorare il tempo di squadra oltre i 26 secondi. Sette le lunghezze di distanza dal plotone in testa: un divario apparentemente incolmabile con il Gran Premio Nazionale così imminente.

Sugli altri fronti, da segnalare il risultato di Ipson de la Boccon che stoppava il cronometro a 10 secondi, con il collettivo che metteva a referto un significativo tempo di 15 secondi netti.

Ancora meglio la prestazione dell’astro nascente Igor Brick, che insidia la seconda piazza finale a Varenne, con un tempo sul miglio di 16 secondi, in linea con le ultime, esaltanti uscite.

Abbandoniamo, ora, l’ippica per segnalare, invece, un dato stridente, apparso proprio nelle ultimissime ore. Secondo quanto riferisce il sito scenaripolitici.com, tra mani fidate starebbe girando “una cosuccia”.

E si tratterebbe di una vera bomba, se, come sembra, si sarebbe verificato un sorpasso ai limiti dell’incredibile, “con annesso allungo”. Non a caso, si ammette che al momento “sarebbe uno, ma dall’altra parte”, specificando, però, che si tratterebbe di ambienti “azzurri”, dunque fortemente interessati a diffondere questa informazione, per non scoraggiare le truppe proprio nella fase decisiva. Attendibilità tutta da dimostrare, dunque, ma qualche segnale c’è.

E torniamo, infine, a Berlusconi. Davvero, come dice, avrebbe recuperato così tanti punti di svantaggio nel breve tempo a disposizione? Il sospetto di una “puntura” di ottimismo ai suoi è più che lecito, visti i trend delle scorse settimane, anche se sulle urne pende il macigno dell’incertezza o, ancora, della diserzione.

E’ Renato Mannheimer, oggi sul Corriere della Sera, a spiegare come quasi un terzo – il 27,7% degli intervistati – si dichiari a tutt’oggi indeciso al voto o tentato dall’astensione, percentuale che, spiega il sondaggista, potrebbe pesare fino al 10% nel computo finale dei voti. Siamo intorno ai cinque milioni di elettori: una quota in linea con le ultime uscite elettorali, che lascia, sì, qualche speranza a chi insegue e non può far dormire sonni tranquilli a chi sta in vetta.


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2 COMMENTI

  1. Nel 2006 urlò ai 4 venti “Siamo in testaaaaaa! l’11 febbraio, 3 mesi prima delle elezioni. Purtroppo per lui, e per fortuna delle finanze dello stato, stavolta non ha davati a se ancora 3 mesi.
    Quanto al M5S direi che ha un’anomalia anomalia grossa che lo unisce allo schieramento PdL-Lega, non si sa ancora qual’è il suo candidato a presidente del consiglio.

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