Di quanto potrebbero incidere le dimissioni di Benedetto XVI sulla campagna elettorale degli ultimi giorni si è ampiamente detto, sicuramente ci si è invece concentrati meno sull’ influsso che potrebbero avere le numerose inchieste giudiziarie che riguardano i politici degli schieramenti coinvolti nelle elezioni politiche. Anche in questo, come nelle dimissioni papali, non c’è uniformità di opinione fra i sondaggisti. Tuttavia la maggioranza ritiene che potranno avere un peso su quel 30% indecisi che sceglierà solo l’ultima settimana chi votare.

Di questa opinione è Renato Mannheimer. “Sicuramente – dichiara il presidente dell’Ispole inchieste della magistratura hanno un effetto psicologico sull’elettorato o su una parte di esso, effetto che si sedimenta poco a poco ma che non è facilmente misurabile”. “In particolare – sottolinea ancora Mannheimereventi di questo genere tendono a indirizzare gli indecisi. Indecisi che sono a quota 30-35% a seconda del sondaggio preso in considerazione. Ipotizzando che il 20% di questa fascia di elettorato si astenga, come è accaduto nel 2008, rimane un 10-15% di elettori influenzabili che significa 5-8 milioni di persone. Alle ultime politiche più del 20% ha deciso chi votare nell’ultima settimana. Ecco, queste sono le persone su cui le inchieste possono fare breccia”.

Anche la Ipsos di Nando Pagnoncelli ritiene che effetto “sarà quello di spostare una parte degli elettori incerti”. “Quello che potrebbe succedere –spiega meglio il direttore del dipartimento politico di Ipsos Luca Comodoè uno spostamento di alcuni indecisi verso le posizioni di Grillo”. Comodo inoltre non esclude uni incidenza ad hoc per la Lombardia, regione nevralgica per decretare la supremazia in  Senato e che tuttora risulta in bilico. “La consistenza di questo impatto è però difficile da quantificare” sottolinea il ricercatore di Ipsos.


Meno sbilanciato il presidente di Ipr Marketing Antonio Noto secondo il quale “le vicende giudiziarie non influenzano subito gli elettori ma si sedimentano e alla fine possono avere un impatto sugli indecisi”. Di una cosa Noto è sicuro: “Non si decide per un’inchiesta giudiziaria se votare o non votare questo o quel partito. Le inchieste hanno un peso marginale sul voto e non saranno né l’unico elemento a contare né quello più determinante”.

L’inchiesta su Mps, dunque, o quella su Finmeccanica se preferite, non hanno la medesima rilevanza sulla campagna elettorale come le promesse sul rimborso dell’Imu o sul taglio dell’Irpef.Ma neanche queste promesse – afferma Noto imprimono da sole una netta inversione di tendenza nei sondaggi. Il Pdl, ad esempio, è cresciuto in modo costante durante la campagna elettorale per una strategia complessiva e lunga messa in atto da Berlusconi”.

Quanto ad Alessandra Ghisleri di Euromedia, sondaggista di fiducia del leader Pdl,è possibile che le inchieste favoriscano i movimenti alternativi ai partiti come il Movimento 5 stelle di Grillo e Fare per fermare il declino di Oscar Giannino, ma per avere degli effettui concreti gli scandali giudiziari devono essere facilmente riconducibili a specifiche facce, cosa che non sempre sta avvenendo”. Nicola Piepoli, come sulle dimissioni del Papa, invece, prende le distanze da tutti i suoi colleghi: “La gente è distratta dal Papa e da San Remo: le inchieste non avranno alcun impatto sul voto”. 


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