Esodati, stop alle domande respinte. Con la circolare 1500 del 24 gennaio, l’Inps ha chiarito che le richieste di salvaguardia già rigettate non dovranno essere ancora considerate escluse dalla possibilità di tutela.

Ancora non è detta l’ultima parola, insomma, per coloro che, presentando richiesta alle Direzioni territoriali del Lavoro, si siano sentiti negare l’opportunità di ritrovarsi tra i “fortunati” 130mila cui lo Stato ha assicurato copertura.

Dunque, quei soggetti giudicati a corto di requisiti per la salvaguardia, devono considerarsi ancora in gioco, almeno finché l’Inps non avrà terminato lo screening della platea di ex lavoratori coinvolti.


Ciò comporta che non solo le domande rifiutate vadano giocoforza riammesse, ma che debbano anche essere, per ciò detto, nuovamente analizzate, alla luce di quelle che saranno le istruzioni finali dell’ente previdenziale in materia.

C’è, però, un rischio che può far segnare un nuovo, colpevole ritardo alle elargizioni degli assegni agognati per le decine di migliaia di lavoratori coinvolti: dal primo febbraio, secondo la road map governativa, dovrebbe infatti partire la somministrazione degli assegni.

Ora, però, con la riammissione delle domande prima respinte e le conseguenti fasi di studio necessarie, l’attesa rischia di allungarsi nuovamente per gli esodati, le cui posizioni sono già in “freezer” da diversi mesi, tra snodi burocratici e stime contabili.

Insomma, il cammino degli esodati potrebbe rallentare ancora una volta il passo, anche se, come già era apparso nei primi giorni dell’anno, fino ad aprile gran parte dei dossier aperti resterà insoluta.

A questo proposito, la nuova circolare Inps fornisce alcuni ragguagli per coloro che, in passato, abbiano versato contributi per una delle Casse professionali: gli interessati, si conferma, non subiranno alcun trattamento di sfavore, potendo rientrare pienamente tra i tutelati in una delle tre tranche previste dal governo.

Riguardo,nello specifico, proprio il primo decreto, quello ormai in dirittura d’arrivo, che salverà 65mila non tutelati, viene ribadito come coloro i quali si siano trovati a versare contributi volontariamente non dovranno aver svolto, nel periodo successivo alla fuoriuscita, alcuna attività lavorativa. 

Ebbene, nel caso di alcune casse previdenziali, che richiedono un minimo di versamento anche se l’attività professionale è sostanzialmente ferma, va fornita una dichiarazione al fine di certificare come tali quote non sono da collegare al normale esercizio dell’attività.

Naturalmente, spetterà poi agli uffici deputati il controllo sulla veridicità delle comunicazioni, ricorrendo, all’occorrenza, fino agli estremi bancari degli effettivamente operanti per trovare conferma del non svolgimento della professione.

Vai alla circolare Inps 1500 sui non salvaguardati


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4 COMMENTI

  1. Salvaguardia esodati prima trance, dalla Direzione Territoriale del Lavoro ero stato salvaguardato ma per l’Inps no…. ma come fa una persona alla mia eta essendo del 1950 trovare ancora un posto di lavoro.
    Non sarebbe giusto dare a queste persone, che sono anziani in difficoltà senza nessun reddito… degli ammortizzatori sociali fino al compimento dell’eta pensionabile visto che per altri soggetti vedi grandi aziende queste tutele sono state garantite!!!!

  2. Concordo con i commenti di Massimo Del Soldato e Salvatore Demasi.
    Ma perchè la redazione di LeggiOggi non fa chiarezza rispondendo?

  3. Credo che nella vostra interpretazione della circolare 1500 dell’IMPS vi sia una topica. Infatti la circolare riguarda i soggetti potenzialmente ammessi alla salvaguardia le cui decorrenze di pensione rientrano del primo quadrimestre 2013. In pratica, poichè, TUTTE, le domande di pensione sono state oggetto di reiezione, con la causale “in mancanza della certificazione del diritto”, si chiede alla sede periferiche di non respingere le domande che poi potrebbero avere esito positivo, ma di tenerle in sospeso, come già alcune sedi hanno fatto. Poi si precisa che le domande che potrebbero avere accoglimento e sono state respinte vanno “riesumate” informando gli interessati allo scopo di evitare cher questi, ricevendo la lettera di certificazione del diritto, ripresentino le domande stesse. Quindi nessun slittamento nè tantomento riapertura dei giochi per coloro che si sono visti respingere le domande dalle DTL e non dall’INPS. Saluti

  4. Scusateeeee……..
    Maaaa…….
    Veramenteeeee……
    La circolare 1500 del 24.01 non parla di riammissione di domande di salvguardia respinte!
    Basta “leggerla” la circolare 1500!
    Ecco cosa dice:
    “In attesa del completamento delle attività di monitoraggio previste dal comma 15 dell’articolo 24 della legge n. 214 del 2011 e del prossimo inoltro ai soggetti interessati alla salvaguardia in argomento della comunicazione/invito a presentare le domande di pensione, le sedi avranno cura di non adottare provvedimenti di reiezione delle domande eventualmente già pervenute per l’accesso al trattamento pensionistico con decorrenza – in base ai requisiti precedenti alla Riforma Monti Fornero – nel primo quadrimestre 2013.”
    Sono io che ho capito male o sono le “domande di accesso al trattamento pensionistico” (leggi pensioni) che non devono essere respinte?
    Se l’incomprensione è mia vi prego di fare un po’ di chiarezza anche per altri eventuali “aspiranti salvaguardati/pensionati” che avessero male interpretato il messaggio.
    Grazie!

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