Il Consiglio ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della difesa e dell’economia e delle finanze, un decreto legge con disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nel 2013.

Il Consiglio dei Ministri è già intervenuto sul tema delle elezioni nazionali e locali al fine di creare le condizioni per un sistema trasparente di rappresentanza in Parlamento e restituire ai cittadini la necessaria fiducia nei confronti dei candidati alle elezioni politiche europee, nazionali, locali e delle istituzioni che rappresentano. Il 24 febbraio ha approvato un disegno di legge sulle modalità di elezione dei consiglieri e Presidenti delle Province; il 6 dicembre 2012 ha approvato un provvedimento in materia di incandidabilità alle cariche elettive nazionali e locali.

Il decreto approvato modifica, in caso di conclusione anticipata della legislatura, alcune norme sul numero di sottoscrizioni per la presentazione delle liste di candidati, sulle cause di ineleggibilità e sulla garanzia del diritto di voto ai cittadini che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di servizio o per missioni internazionali. In particolare, è prevista:


1) la riduzione della metà del numero delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e dei candidati. La riduzione è aumentata al 60% per i partiti e i movimenti politici che alla data di entrata in vigore del decreto sono costituiti in gruppo parlamentare almeno in una delle Camere, secondo i rispettivi regolamenti;

2) l’applicazione delle disposizioni sull’esonero delle sottoscrizioni per partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare anche alle componenti politiche interne costituite all’inizio della legislatura al momento della convocazione dei comizi;

3) l’inefficacia delle cause di ineleggibilità per in Sindaci e i Presidenti delle province previste dal Testo Unico per le elezioni della Camera dei Deputati se rassegnano le dimissioni nei 7 giorni successivi alla data del decreto di scioglimento delle Camere;

4) la possibilità per alcune categorie di elettori di votare per corrispondenza all’estero per la circoscrizione della Camera e del Senato in cui è compreso il comune di Roma Capitale. Si tratta di:

– appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero impegnati nello svolgimento di missioni internazionali;

– dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, e loro familiari conviventi, che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora sussista una di queste tre circostanze: la permanenza all’estero sia compresa tra i 3 e i 12 mesi, oppure non siano tenuti a iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, oppure non siano iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero;

– professori e ricercatori universitari titolari di incarichi e contratti (e loro familiari conviventi) che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva dai 3 ai 12 mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno 3 mesi e non sono iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all’estero.

Il decreto disciplina anche le modalità di ammissione ai seggi degli osservatori OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Gli osservatori internazionali sono accreditati dal Ministero degli affari esteri, che, almeno venti giorni prima della data stabilita per il voto, trasmette al Ministero dell’interno l’elenco nominativo per la successiva comunicazione ai prefetti di ciascuna provincia ed ai sindaci.

Il Consiglio dei Ministri, nell’ottica del necessario contenimento della spesa e del rispetto del principio dell’election day, ha stabilito che le prossime elezioni regionali del Molise e della Lombardia si svolgano contestualmente alle elezioni politiche.

Ha auspicato altresì che, con riguardo alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio, in considerazione delle suddette esigenze di finanza pubblica, riconsideri la data per il rinnovo degli organi di governo della Regione convocando le relative elezioni nella medesima data che sarà fissata per le elezioni politiche.


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