Dopo la notizia delle imminenti dimissioni di Monti, è iniziata la folle corsa per i seggi di Montecitorio, Palazzo Madama e non solo.

Ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio per sollecitare l’urgente adozione delle disposizioni necessarie per un rapido espletamento degli adempimenti di competenza degli uffici amministrativi al fine di agevolare le forze politiche nella raccolta delle firme per le liste elettorali.

E sempre ieri il Ministro dell’Interno Cancellieri ha reso noto che anche le elezioni regionali in Lazio si terranno nell’election day con le Politiche, insieme alle Regionali in Lombardia e Molise. Decisione presa dopo la notizia che il  Tar del Lazio  ha preso atto della rinuncia avanzata dall’avvocato Gianluigi Pellegrino agli effetti del provvedimento che fissava al 3-4 febbraio la data per il voto regionale.


“Stiamo preparando – ha spiegato il ministro – un provvedimento. Appena avremo la formalizzazione della decisione del Tar, il prefetto di Roma indirà le elezioni nel Lazio in concomitanza con le politiche: finalmente un bel election day per tutti”.

Intanto il Partito popolare europeo chiede a gran voce a Mario Monti di candidarsi premier alla guida del centrodestra italiano. Anche il presidente del Pdl Silvio Berlusconi ha invitato il presidente del Consiglio, incontrato ieri al vertice di Bruxelles, a candidarsi alle prossime elezioni.

Dalla corsa all’oro ormai è protagonista assoluto Grillo e il suo Movimento 5 Stelle. “Perché anticipare le elezioni sotto la neve a febbraio per la prima volta nella storia della Repubblica? Forse per tenere fuori dal Parlamento il M5S? Ci vediamo in Parlamento, o fuori o dentro. Sarà un piacere”, tuona il comico genovese dal suo blog. Il leader politico si occupa poi del ministro dell’Interno per sottolineare che Cancellieri ha detto che in caso di scioglimento anticipato della legislatura le firme da raccogliere per la presentazione delle liste sono dimezzate. “Il che è vero – commenta Grillo – solo se lo scioglimento delle Camere avviene entro il 29 dicembre 2012, ossia 120 giorni prima della loro naturale scadenza fissata per il 29 aprile 2013, così come prevede l’art. 6 del famoso ‘Porcellum’. In caso contrario le firme vanno raccolte tutte. In una decina di giorni quindi, prima dello scioglimento, Natale e Santo Stefano compresi, il Parlamento dovrebbe riuscire a discutere e far approvare sia il ddl Stabilità, il decreto sullo sviluppo, ‘risolvere’ la questione Ilva nonché attuare la norma sul pareggio di bilancio ed esprimere un parere sull’inutile ddl corruzione. Cancellieri é però sicura del fatto suo, le firme saranno dimezzate. Quindi deve sapere da fonti bene informate che la legislatura finirà entro il 29 dicembre. E se finisse dopo? Ci faccio una cena. Le firme mancanti ce le mette lei? Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Nei prossimi due fine settimana con i “firma day” dobbiamo riuscire a raccogliere tutte le firme. Io sarò presente – conclude Grillo – di persona nelle Regioni più a rischio per aiutare la raccolta.


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