Il decreto sviluppo bis è ufficialmente da ieri legge dello Stato. Ora, per vedere operative tutte le novità contenute nel provvedimento bisognerà aspettare innanzitutto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, poi, nei prossimi mesi, l’emanazione dei decreti attuativi per le varie disposizioni contenute nel testo.

Ciò nonostante, gli spunti di interesse contenuti nel testo approvato ieri sono numerosi e investono la quotidianità dei cittadini, delle imprese, della pubblica amministrazione e del sistema economico nel suo complesso.

Al centro del decreto, troviamo le novità in materia tecnologia, innanzitutto con l’agenda digitale che è finalmente realtà. Tra le misure introdotte nel provvedimento per la crescita, troviamo enunciata la cosiddetta identità digitale, con carta d’identità e fascicolo sanitario in formato elettronico, che prenderanno il posto dei documenti attualmente in vigore. Inoltre, viene stabilito come dal 2016 il censimento Istat verrà tenuto con cadenza annuale.


Passando al comparto sanitario, il fascicolo unico conterrà tutta la storia clinica del paziente, le cui cartelle verranno conservate d”ora in avanti esclusivamente in formato digitale. Inoltre, viene stabilita la road map per le prescrizioni mediche digitali in tutto il Paese.

Punto fermo del decreto sviluppo bis, fin dalle prime battute, è stato quello sulle start up digitali, orientate in maniera specifica all’innovazione tecnologica, con almeno un quinto di spesa dedicata a ricerca e sviluppo e sotto i 4 anni di attività. Queste, potranno usufruire di deroghe specifiche alla riforma Fornero per i contratti flessibili e di un normativa ad hoc in caso di rischio fallimento.

Contro il digital divide, approvata l’erogazione di 150 milioni di euro per installare la connessione a banda larga in Comunità montane e piccoli Comuni, più altri 600 milioni per le zone meridionali, con parallela agevolazione per avviare le operazioni di scavo per i collegamenti.

Di primario interesse per avvocati, giudici e magistrati il sì ai processi per via telematica: se nelle cause civili le notifiche dovranno essere inviate solo via web, sul fronte penale si aggiunge la presa visione di tutte le comunicazioni a cittadini diversi dall’imputato sempre online. Infine, si snellisce il procedimento per tutte le vertenze fallimentari, tramite l’inserimento di notifiche via internet sulle fasi cruciali del processo in atto.

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