La parte dedicata dal decreto sviluppo bis all’economia reale è indubbiamente di elevato interesse per tutti i lavoratori, imprenditori o aspiranti tali che hanno deciso di non rassegnarsi alla crisi economica.

Tanto per cominciare, nel provvedimento approvato ieri sul fronte dei contratti di lavoro nelle imprese innovative, viene fissato il minimo di rapporto in 6 mesi, con possibilità di rinnovare entro i 3 anni anche senza soluzione di continuità. In seguito, possibile ulteriore proroga del tempo determinato per un anno, dopodiché si passa al tempo indeterminato tout court. Salari in base ai minimi tabellari.

Passiamo al capitolo del credito alle piccole e medie imprese, che riguarda da vicino le aziende in stretta finanziaria così come la pubblica amministrazione. Col decreto sviluppo bis si è stabilito che ai fondi consortili siano imputati fondi di rischio e riserve patrimoniali derivanti da contributi statali, regionali o da altri enti della pubblica amministrazione.


E proprio nel versante della pubblica amministrazione, entra il principio dell’open data, con il collegamento di tutti database di anagrafe su scala nazionale. La PA provvederà ai propri acquisti esclusivamente in digitale. Per i dipendenti, obbligo di trasmissione del certificato di malattia per via telematica.

Per chi è impegnato nel settore delle infrastrutture, invece, il credito di imposta messo a punto è di valore superiore ai 500 milioni di euro, con possibilità di calcolo su base Ires e Irap relativamente alla realizzazione dell’opera in fieri.

E passiamo al settore delle assicurazioni: a occuparsi delle frodi nel settore RCA sarà una struttura facente capo direttamente all’Ivass, che avrà facoltà di denuncia ai palazzi di giustizia. Stop a tutte le possibilità di tacito rinnovo inserite nei contratti di assicurazione, con approntamento del regime di base cui tutte le compagnie saranno tenute a prestare fede, sempre in ambito di RC Auto. Torna il limite di 10 anni per la riattivazione delle polizze vita in stand by.

Infine, la vera mini-rivoluzione per tutti i professionisti, le imprese e la pubblica amministrazione: l’obbligo di pagamenti elettronici. La norma è rivolta a tutti coloro che si occupino della vendita di beni e servizi o prestazioni. Dunque, obbligo del lettore di carte di credito non esclude nessuno, mentre gli enti pubblici dovranno compiere uno sforzo in più, con al pubblicazione sul proprio sito dei codici IBAN dei propri fornitori.

Da ultimo, novità interessante per i biglietti delle aziende di trasporto, che d’ora in avanti dovranno essere acquistabili anche via smartphone e tablet, al fine di consentire la massima accessibilità dei servizi di mobilità a tutti gli utenti.


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