Domani alle 11 il Consiglio dei Ministri deciderà su temi fondamentali come il pieno rispetto  degli obblighi comunitari, le nuove misure sull’ incandidabilità e l’accorpamento delle prefetture, inoltre ad accrescere l’ordine del giorno c’è anche il piano comune dei conti per le amministrazioni pubbliche, le modifiche al procedimento oggi in  atto per la concessione dei contributi ai costi di funzionamento degli uffici giudiziari a vantaggio dei comuni nei quali tali uffici sono dislocati, nonché la ratifica dell’accordo con San Marino contro le doppie imposizioni.

Il tutto, in questa questione, ruota attorno allo scambio di informazioni fiscali e quindi al superamento del segreto bancario, in linea con il piano internazionale voluto dall’ Ocse. Nel pre – consiglio di ieri c’è stato un intenso dibattito che ha portato il Governo a decidere di far ricorso alla decretazione d’urgenza per attenersi agli obblighi stabiliti dall’ adesione all’ Unione europea in termini di adeguamento all’ ordinamento comunitario e all’ accoglimento delle relative norme.

Il clima politico intorno al vaglio dei decreti in Parlamento, dai costi della politica a quello sullo sviluppo, ha orientato i tecnici dell’Esecutivo e anche certi ministri  a considerare attentamente l’idea di varare il decreto salva – infrazioni e magari rimandare ad altro provvedimento  l’adozione di misure più urgenti. Per domani è attesa la decisione collegiale in merito a questo. Il ministero per le Politiche comunitarie, d’altra parte, nella relazione di accompagnamento ha posto l’attenzione sul bisogno di dover chiudere in tempi stretti 21 procedure d’infrazione e 10 casi Eu pilot; di avviare 2 decisioni della Commissione europea per le quali i termini sono già scaduti ed accogliere una direttiva già passata e per la quale in Governo non ha la delega legislativa.


L’articolo 5 dello schema di Dl è fra le novità più recenti ed è oggetto di revisioni e modifiche da parte dei tecnici dell’Economia, il Governo, con questo articolo, prova a dissolvere i dubbi sulla corretta assunzione degli obblighi di sostegno ai turisti danneggiati in viaggi, vacanze e i circuiti “all inclusive”. Per la Commissione, infatti, il Fondo nazionale assunto dall’ Italia per risarcire i turisti, non potrebbe garantire una garanzia reale di rimborso per tutti gli importi versati e per il rimpatrio dei consumatori lasciati a terra.

I commissari Ue tengono sott’occhio particolarmente le regole di alimenatazione del Fondo circoscritta al solo 2% dell’ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile degli organizzatori e dei venditori di pacchetti turistici. Questa misura, in realtà, viene considerata non adeguata il rispetto dell’obbligo di tutela dei viaggiatori. Grazie all’ articolo 5 viene portata dal 2% al 4% la quota dell’ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria come fonte di alimentazione del Fondo “anche alla fine – dichiara il ministero – di stipulare dei contratti assicurativi che possano coprire l’eventuale differenza economica tra la disponibilità finanziaria del pertinente capitolo di bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri e l’effettivo importo da rimborsare”.

Nella versione realizzata dai tecnici sono confermati i congedi parentali ad ore e sull’ obbligo per il lavoratore di indicare al datore il periodo di inizio e fine del congedo. Questo vale anche per l’accoglimento nel nostro sistema tributario delle norme comuni in ambito Iva e nello specifico della fatturazione, dall’ emissione del documento alla fattura elettronica e a quella semplificata. Semplificazione totale sul controllo fiscale  e sul quadro RW di Unico, dagli obblighi di comunicazione anche per le operazioni di transfer money superiori ai 15.000 euro alla diminuzione delle sanzioni per le mancate compilazioni del quadro RW fortemente contestato da Bruxelles perché considerato sproporzionato rispetto all’ obbligo tributario.


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