Nella notte, al Senato, si è tenuta una vera e propria maratona sul decreto sviluppo bis. La commissione Industria, infatti, si è trovata in una situazione di blocco per buona parte di ieri, a causa di una serie di pareri negativi provenienti dalla Bilancio e per il caso della proroga trentennale delle concessioni balneari. In serata però ci sono stati sviluppi in virtù anche del fatto che oggi in aula si voterà la fiducia.

Tra le proposte respinte per assenza di copertura si registrano la proroga di un anno degli incentivi per il solare fotovoltaico e l’estensione ai professionisti delle norme su certificazione e compensazione dei crediti con enti locali, regioni ed enti sanitari. In merito alle spiagge, i relatori (Simona Vicari del Pdl e Filippo Bubbico del Pd) difendono l’allungamento al 2045 ma c’è il voto contrario del Governo, le perplessità ventilate dalla Bilancio e pure lo stop dall’ Unione Europea.

Intanto, sia gli stessi relatori che il governo, propongono un nuovo pacchetto di proposte, fra le quali si trovano l’equiparazione delle regole di distribuzione e vendita per le sigarette tradizionali e quelle elettroniche e l’avvio dal 2014 – 15 nelle prime classi della scuola secondaria di primo e secondo grado dei “libri nelle versioni digitale o mista”. Solo nelle scuole del piano “Scuola digitale-Classi 2.0” si partirà in via sperimentale già nel 2013-2014.


L’esecutivo, inoltre, spinge per la realizzazione dell’Agenzia per la gestione dei fondi Ue, misura definita inammissibile nel corso dell’esame del disegno di legge di stabilità. Grazie a questa novità, sembra realizzarsi la solita riduzione dei compiti e delle risorse del ministero dello Sviluppo economico dopo i vari tasselli persi negli anni scorsi.

L’agenzia ha la funzione di coordinare, promuovere e sorvegliare la politica di coesione, sarà controllata dalla vigilanza e all’ indirizzo del ministero dell’Economia, assorbirà dunque compiti e personale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica attualmente attivo presso il ministero dello Sviluppo economico.

Tutto ciò non è sufficiente, il dicastero di via Veneto, infatti, perderà anche una parte importante delle risorse formalmente inserite nel suo bilancio, ossia quelle del Fondo per lo sviluppo e la coesione (l’ex Fas)  che verrà erogato al ministero dell’Economia. L’agenzia potrà contare sulla collaborazione di Invitalia (ex Sviluppo Italia) che viene salvata dalla stretta imposta dalla spending review per le società “in house”.

Ieri, nel frattempo, è stata depositata una nuova versione dell’emendamento Cdp – Fondazioni sulla quale prosegue il dibattito con il governo. Il nuovo testo decreta che la Cdp chiarirà entro il 31 gennaio 2013 il rapporto di conversione delle privilegiate in ordinarie sulla base di perizie giurate. Le Fondazioni, se il rapporto non risulterà alla pari, potranno beneficiare di un rapporto di conversione alla pari versando a Cdp una somma a titolo di conguaglio di importo pari alla differenza tra il valore di un’azione ordinaria e una privilegiata.

L’aula del Senato, poi, ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sul decreto per tagliare i costi della politica. I sì sono stati 194, 58 i no, 4 gli astenuti. Si tratta di una delle fiducie incassate con i consensi più bassi registrati a Palazzo Madama. Il governo aveva incassato meno voti favorevoli solo con il via libera al decreto legge sanità dove i sì erano stati 181. Rispetto a un anno fa sono quasi cento i voti persi dall’Esecutivo che alla sua prima prova ottenne in Senato 281 sì, 25 no e 1 astensione.


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