Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, con il 60,9% dei consensi, ha vinto il ballottaggio delle primarie sconfiggendo Matteo Renzi, “il rottamatore”. Il centro sinistra elegge così il proprio candidato premier per le elezioni politiche della prossima primavera e rimanda al congresso del prossimo autunno la definizione dei ruoli all’interno del partito.

Ed è così che le primarie mettono Bersani al centro della scena politica, il Pd è il partito più nettamente avanti  rispetto a tutti nei sondaggi, mentre Renzi, chi di twitter ferisce di twitter perisce, si vede convertire il suo motto “Adesso” in “E adesso”? In molti credono che il sindaco di Firenze non mollerà la scena politica e che difficilmente farà solo il primo cittadino della città gigliata.

Ho chiamato Pierluigi Bersani per fargli gli auguri”. Ha esordito così Renzi nella sua conferenza di chiusura del ballottaggio, ed ha proseguito “ lui ha vinto, noi no, abbiamo essere chiari. Auguri e buon lavoro. Vorrei non avessimo alcun rimpianto. Abbiamo offerto un altro modello del centrosinistra, abbiamo raccontato due idee diverse di Italia. Abbiamo perso, io ho perso”.  Renzi rimette poi il proprio destino nella mani del vincitore “daremo il nostro contributo come militanti del Pd nelle misure e nei modi che riterrà opportuno il vincitore”.


Sul risultato delle primarie si è espresso anche l’ex premier Romano Prodi che ha dichiarato “Bersani ora è fortissimo” mentre il segretario del Pd da Roma faceva il suo ingresso trionfale al teatro Capranica sulle note degli stadio “chiediti chi erano i beatles”.

“Ho creduto fortemente sin dal primo momento alle primarie, le ho volute” apre così la sua conferenza Pier Luigi Bersani e prosegue “un partito di progressisti deve avere sempre fiducia nella sua gente”. Il segretario si dice soddisfatto del suo risultato e sorpreso dalle proporzioni della vittoria che però non ha mai pensato gli sfuggisse “non ero preoccupato”. Poi la frecciata a Renzi “non può esistere un grande partito progressista, un grande partito popolare, senza una grande organizzazione che lo faccia stare in piedi”. 

Bersani poi ringrazia i suoi alleati politici, che si sono rivelati preziosi nella conquista del ruolo di candidato premier del centrosinistra, ringrazia espressamente Laura Puppato “il suo interesse per la Green Economy è nelle mie corde” così come l’europeismo di Tabacci. Un ringraziamento particolare poi viene fatto a Vendola a cui dice “di sentire addosso quel profumo di sinistra” che il governatore della Puglia gli chiede.

Infine ringrazia Renzi per la sua telefonata di congratulazioni “gli dico grazie per le sue parole e voglio riconoscerli una presenza forte e fresca in queste primarie, per farle vivere in modo vero”. Bersani dichiara poi come il suo obiettivo sia “dare un forte profilo di governo  al partito democratico” e “dare spazi ai giovani”.

 


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  1. […] ben oltre il 70%, dunque una vittoria senza condizioni che lancia la candidatura a premier di Bersani, e lo fa in modo talmente convincente da indicarlo anche come grande favorito delle elezioni […]

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