La riforma forense rischia di perdersi nel grande ingorgo del Senato. Più che un presentimento, un’eventualità che inizia a prendere corpo, dopo che emendamenti in serie hanno frenato l’iter del provvedimento volto a ridisegnare il mondo forense.

Che non si tratti del periodo in cui l’agenda del Senato è più sgombra da impegni lo si era capito, con numerosi e importanti decreti che sono a rischio conversione proprio per l’imbottigliamento delle riforme tra una Commissione e l’altra.

Quella degli avvocati, però, pareva avere dalla sua un cammino già lungo alle spalle, avviato in estate, che non avrebbe dovuto pregiudicare la sua approvazione entro la fine della legislatura, in programma per il prossimo mese di marzo.


Invece, le numerose e impreviste modifiche al testo in discussione rischiano di bloccare la riforma nelle sabbie mobili della Commissione parlamentare, mettendone in serio pericolo l’entrata in vigore prima delle elezioni.

Anche ieri è andato avanti il confronto tra i delegati alla Giustizia dei gruppi a palazzo Madama e, infine, si è deciso di rinviare tutto alla prossima settimana, poiché ancora non è stato ricevuto il placet della V Commissione, necessario per effettuare la votazione sul provvedimento.

Tra gli esponenti politici è andato, così, in scena un tira e molla sugli emendamenti, tra chi ne ha proposti a ciclo continuo e chi, invece, ne ha chiesto il ritiro in blocco per favorire un’approvazione in tempi rapidi, come richiesto proprio dal mondo dei legali all’ultimo Congresso nazionale.

Alla fine, potrebbe ancora prevalere il buonsenso, per licenziare il testo senza ulteriori rivisitazioni, ma ancora l’ultima parola non è detta: se ci saranno nuovi stop, allora la riforma forense potrebbe davvero slittare a data indefinita.

Andrea Mascherin, in rappresentanza del Consiglio nazionale forense, dove ricopre la carica di consigliere segretario, esprime l’insofferenza di un settore che non ha più intenzione di aspettare: “Siamo perplessi dal fatto che i gruppi maggiori abbiano presentato emendamenti, in contraddizione con le promesse pubbliche fatte all’avvocatura di evitare qualsiasi modifica al testo della riforma per i noti motivi temporali”.

A rassicurare il mondo forense, però, risuonano le parole del presidente del Senato Renato Schifani, che proprio qualche giorno fa, al Congresso nazionale, aveva rassicurato sul sì definitivo alla riforma entro i limiti prestabiliti.

Riguardo gli emendamenti, mentre per alcuni di essi è arrivato parere contrario da parte del sottosegretario alla giustizia Salvatore Mezzamuto, altri restano al vaglio della Commissione, il cui presidente Filippo Berselli è chiamato, nei prossimi giorni, a un ruolo decisivo per il felice esito dell’iter parlamentare di questa soffertissima legge.

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