La legge di stabilità arrivata ieri in discussione alla Camera introduce alcune novità rilevanti a interesse delle famiglie e delle imprese, in particolare delle realtà industriali medio-piccole.

Come noto, sul fronte fiscale sono state profondamente riscritte le norme originarie che prevedevano l’aumento di entrambe le aliquote Iva – crescerà solo la prima, al 22% e da luglio 2013 – e il taglio retroattivo di deduzioni e detrazioni.

Ma per il tessuto economico-sociale del Paese, le modifiche apportate in Commissione bilancio al testo della legge di stabilità non sono finite qui. Negli ultimi ritocchi, le imprese sono state oggetto di disposizioni significative volte ad alleviare il peso di una crisi che non accenna a scomparire. Questo, perlomeno, nelle intenzioni del governo e del Parlamento.


In prima analisi, troviamo nella legge di stabilità per il biennio 2013-2014 alcuni importanti sgravi per la produttività, anch’essi rivisitati nel corso del restyling precedente all’approdo in Aula.

In embrione della nuove legge finanziaria, infatti, si era pensato di detassare i premi di produttività tramite la riduzione entrate per 1,2 miliardi nel 2013 e 400 milioni per l’anno successivo.

In seguito, nel dibattito in Commissione il fondo è stato ampliato per 800 milioni già dal prossimo anno, più altri 200 anche per il 2015. Dallo stesso portafoglio, sono stati espunti, senza il placet dell’esecutivo, anche i fondi destinati alle aree alluvionate. A stabilire i requisiti per l’accesso agli sgravi, arriverà, entro il 15 gennaio un decreto della Presidenza del Consiglio.

Ad aggiungersi al pacchetto di misure rivolte alle Pmi, ecco spuntare anche il cosiddetto fondo sviluppo. Sostanzialmente, si tratta di un bacino cui, sempre in Commissione, si è deciso di attingere per l’attivazione di crediti di imposta finalizzati a ricerca e innovazione.

A porre in essere il nuovo “conto” per la modernizzazione del tessuto industriale, sarà direttamente la Presidenza del Consiglio, parallelamente al Tesoro e allo Sviluppo economico, tramite il taglio degli stanziamenti di bilancio per i contributi alle realtà industriali.

Lo strumento si aggancia al già predisposto piano Giavazzi, con l’obiettivo conclamato di stabilire un plafond di 800 milioni di incentivi su scala nazionale, di cui oltre la metà con attivazione immediata.

Il nuovo fondo di ricerca per le piccole medie imprese, stabilisce un credito d’imposta specifico per le aziende che decidono di mettersi nelle mani di enti specializzati nella ricerca e nello sviluppo.

Veniamo quindi alle famiglie. Anche per i nuclei famigliari è stato messo in programma un piano di ammorbidimento fiscale già a partire dal prossimo anno, che arriverà dalle entrate relative alla lotta all’evasione e dal taglio degli esborsi per interessi sul debito.

L’importo totale destinato a genitori e figli è di 6,4 miliardi di euro nel prossimo triennio. Introdotte anche nuove detrazioni per i figli a carico, a seconda che abbiano più o meno di tre anni. Gli scaglioni saranno compresi nel primo caso, in bonus da 900 e 1220 euro per la prole sotto i 3 anni, e da 800 a 950 per i figli che superano quell’età.

Infine, previste anche misure a favore dei nuclei con a carico figli disabili, fissate entro i 1620 euro per bambini sotto i 3 anni.

 


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