La Lombardia, il 16 dicembre, saprà chi saranno i candidati che si sfideranno per il posto di presidente e ciò avverrà in un clima certamente poco disteso; l’abbandono della poltrona da parte di Formigoni, infatti, non avviene certamente in modo sereno ma fra tensioni politiche e notizie a dir poco sconcertanti sulla gestione dei fondi della regione. In ordine di tempo l’ultima tegola sul Pdl è proprio lo screzio tra Formigoni e la Lega, definita una vecchia zitella, ma di più di non aver rispettato i patti.

Ha sbagliato, e’ stata impaziente e non ha rispettato i patti: – ha dichiarato il presidente uscente nel suo web editoriale su youtubeper la Lega i patti sono scritti sull’acqua. Se avesse aspettato, nel 2015 avremmo potuto darle la presidenza di Regione Lombardia, a patto che restituisse al Pdl le candidature di Veneto e Piemonte”. Si apprende così, e sembra ormai una prassi, che non sarà Maroni il candidato del Pdl alla regione Lombardia ma il redivivo Albertini che Formigoni si augura la Lega appoggi evitando ripicche politiche.

Ha dichiarato infatti “mi auguro che la Lega sappia meditare sugli errori fatti e appoggi Albertini, perché la sua candidatura e’ quella piu’ forte. Sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico anche in politica“. Secondo Formigoni, Albertini, è il candidato ideale perché sarebbe la figura politica giusta sotto cui riunire i sensibili consensi che già il Pdl vanta a livello regionale  e l’appoggio di quei partiti, come quello popolare europeo, che possono sostenerlo nella sua candidatura.


Ad ogni modo le notizie sull’ ex presidente della Regione Lombardia non sono solo legate alla campagna elettorale, infatti è stata pubblicata una inchiesta dell’Espresso che si è occupato dei finanziamenti “molto disinvolti” della giunta uscente. La giunta, dopo l’arresto dell’assessore Zambetti e le minacce di Maroni che ne invocava lo scioglimento ha approvato “provvedimenti essenziali che non potevano stare fermi quattro mesi” e lo dichiara proprio Formigoni nell’ ultimo consiglio di venerdì 26 ottobre.

Ultimo consiglio nel quale è stato compiuto un vero e proprio record, sono state approvate qualcosa come 189 delibere in 48 ore che ha portato l’erogazione di 207 milioni per ristrutturazione e la successiva gestione del presidio sanitario, affare “gestito interamente da un’altra creatura formigoniana: Infrastrutture Lombarde. La spa gestita dalla Regione e quindi da Formigoni che è presidente della commissione di vigilanza è stata creata per esaltare il patrimonio regionale,  la gestione dell’edilizia sanitaria e la costruzione delle autostrade Pedemontana, BreBeMi e Tangenziale Est esterna di Milano.

Il punto è che questo rinnovo lascia parecchi dubbi gestionali, resta difficile capire l’urgenza di un finanziamento rivolto ad una agenzia pubblicitaria per i cartelli “sei in Lombardia”. Tra l’altro evidenzia Caprino, l’autore dell’inchiesta “in origine il divieto di pubblicità in autostrada era pressoché assoluto. Il motivo è semplice: maggiore è la velocità, minori devono essere i motivi di distrazione. Senza contare che in autostrada si paga un pedaggio e quindi si ha diritto a godere di una ‘qualità’ maggiore, con la quale i cartelloni pubblicitari stridono. E invece, tra abusi commessi da furboni che non si riesce mai a colpire e interpretazioni ‘elastiche’ fatte dai gestori, la pubblicità c’è eccome”.

Da un punto di vista formale, dunque, l’ultima delibera della giunta Formigoni è a norma di legge quello che non convince però è che certe forme di pubblicità insidiano oggettivamente la sicurezza stradale ed è illogico che siano realizzate da enti che mirano invece a garantire la sicurezza stessa.


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