E’ ormai luogo comune che la rete sia il luogo della massima accessibilità, l’unica piattaforma sulla quale un ente può rendere conto del proprio operato senza incappare nelle accuse di omertà o mistificazione.

Forse, anche per questo nel ddl anticorruzione non sono state inserite solo misure sui magistrati fuori ruolo o, ancora, le premesse per la futura legge sull’ineleggibilità dei condannati in via definitiva dal Parlamento, ma è anche stata inserita una disposizione che obbliga le pubbliche amministrazioni a fornire tutti i ragguagli sul procedere degli iter di governo.

Il nuovo ddl anticorruzione stabilisce, infatti, che gli enti pubblici, sui loro portali web, debbano inserire con completezza e tempestività tutti gli aggiornamenti sullo stato dei procedimenti amministrativi, partendo dagli atti istituzionali – inclusi i bilanci e gli investimenti in programma – fino ai parametri in grado di divulgare il corretto incedere della p.a., intendendo con ciò anche gli oneri di completamento delle opere pubbliche e le spese connesse ai servizi erogati.


Inoltre, tra le tipologie di documenti che gli enti saranno obbligati a divulgare, oltre ai già presenti bandi di gara sia per l’assunzione di personale che di appalti e gare, si trovano anche le autorizzazioni e le concessioni, l’erogazione di sovvenzioni, sussidi e contributi, più il riconoscimento di qualsivoglia agevolazione economica nei confronti di enti pubblici o privati.

Insomma, amministrazione pubblica 2.0 avanti tutta, se è vero che, sostanzialmente, tutta l’attività principale sui conti degli enti dovrà, d’ora in avanti, essere pubblicata su internet.

Naturalmente, c’è dell’altro: essendo, nel ddl anticorruzione, compresa anche una nuova normativa in fatto di appalti, con stesura delle liste di aziende alle quali non sarà necessaria la richiesta del certificato antimafia, ora si preme per snellire anche il circuito burocratico attraverso cui normalmente avviene uno scambio di informazioni tra amministrazione committente e impresa.

L’analisi di una particolare pratica, sulla quale un soggetto intenda avanzare la richiesta di chiarimento, andrà sottoposta per via telematica e, sullo stesso canale, l’ente sarà tenuto a rispondere in maniera rapida e precisa.

A questo proposito, gli enti saranno tenuti a pubblicizzare con regolarità l’indirizzo di posta certificata al quale i cittadini e le imprese potranno fare riferimento per chiedere lumi sui procedimenti in corso che li interessano.

Sempre in fatto di appalti, infine, le novità riguardano la messa in evidenza sul sito istituzionale delle stazioni appaltanti, elencando la struttura proponente, l’oggetto del bando, l’elenco dei pretendenti invitati a avanzare offerte, chi risulti aggiudicatario e relativo importo fissato. Non andranno elusi, com’è ovvio, i tempi di completamento dell’opera messa a bando, si tratti di prestazione materiale o dell’erogazione di un servizio tout court.

 


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