Uno degli adagi più frequenti sulla politica italiana ripete che l’esito delle elezioni in Sicilia riflette con assoluta regolarità quello su scala nazionale.

Partendo dallo stupefacente en-plein alle politiche del 2001, dove il centrodestra vittorioso si aggiudicò tutti i 61 seggi, fino al recente distacco tra destra e Udc, la politica siciliana è ritenuta il più attendibile laboratorio delle tendenze politiche nazionali.

Anche stavolta, il ritornello sembra qualcosa di più di una “vulgata” pre-elettorale: con il rimescolamento in atto nella politica italiana, la Sicilia, con i suoi 10 candidati e alleanze del tutto inedite, svolge veramente in tutto e per tutto il ruolo pionieristico di una battaglia dagli esiti incertissimi, che può aprire a scenari imprevedibili.


Le consultazioni regionali siciliane in programma domenica rischiano, così, di essere davvero il preludio alla Terza Repubblica, forma politica, istituzionale e soprattutto partitica che ancora nessuno è in grado di definire, ma che ha già fatto crollare coalizioni ritenute inscindibili solo pochi mesi fa.

E proprio dalla disgregazione di quei nuclei di potere che hanno governato l’isola per molti anni, e Roma per quasi altrettanti, è partito un processo che avrà il suo primo atto concreto nella tornata elettorale che designerà il successore di Raffaele Lombardo.

Ecco, dunque chi sono i contendenti che domenica affronteranno la legge dell’urna per dare alla Sicilia un volto rinnovato e, forse, iniziare compiutamente il nuovo cammino della politica italiana.

In rigoroso ordine alfabetico, partiamo da Giovanni Carlo Cancellieri, volto nuovo dell’agone siciliano e candidato del MoVimento 5 Stelle. Geometra trentasettenne, già magazziniere, è un attivista della rete di Beppe Grillo da alcuni anni. Sulle sua spalle, il pronostico di un risultato sorprendente, che darà il metro definitivo della portata nazionale in capo al MoVimento del comico genovese.

Passiamo dunque a Rosario Crocetta, in lizza alla carica di governatore per un novero di liste dal centrosinistra vogle lo sguardo in direzione più moderata. I suoi sostenitori includono Udc, Consumatori e la lista “La rivoluzione è già iniziata”. Già dipendente Eni, 61 anni, ha ricoperto la carica di sindaco di Gela nel 2006. Vive sotto scorta in seguito ad alcune minacce per aver messo mano al sistema degli appalti.

Arriviamo, dunque, a Cateno De Luca. Classe 1972 e sindaco già a 31 anni, è supportato dalla lista “Rivoluzione siciliana“. Dopo aver iniziato nella file della Dc, si è distinto per alcuni cambi di casacca che hanno fatto discutere: addirittura sei nel corso del solo 2011. Anche la sua vis polemica non ha mancato di destare stupore, come quando si denudò per protesta, coprendosi  solo con la bandiera della Sicilia a mo’ di pareo.

La carrellata degli aspiranti presidenti prosegue con Giacomo Di Leo, candidato per il Partito Comunista dei Lavoratori e personaggio dalle idee intransigenti, come il suo lungo curriculum di attivista lascia intendere. Dopo essere entrato in politica in Democrazia Proletaria, sposa Rifondazione Comunista e, quindi, il PCdL. Insegnante di filosofia e ambientalista convinto, è stato promotore di alcune denunce dopo gli alluvioni di Scaletta e Giampilieri.

E’ ora il turno di Mariano Ferro, candidato del movimento ribattezzato dei “Forconi“, per le iniziative intraprese a tutela degli imprenditori agricoli e dei camionisti, sfociate, nei mesi scorsi, nello scioperò che paralizzò l’isola. E’ lui il leader fin dall’alba del movimento che ha subito anche accuse di collusioni con ambienti malavitosi, che naturalmente Ferro ha sempre negato.

Tocca ora alla candidata dell’ultim’ora, quella Giovanna Marano che ha preso il posto del già designato Claudio Fava dopo la sua esclusione. A sostegno della 53enni infermiera sindacalista, impegnata anche su fronti caldi come Termini Imerese, troviamo le liste Libera Sicilia, Claudio Fava Presidente, Fds, Sel, Verdi e l’Italia dei Valori.

E arriviamo così a Gianfranco Miccichè, uno dei politici siciliani più noti e attivi da tempo, che cerca di raccogliere l’eredità di Lombardo dopo averlo appoggiato, prima e abbandonato, poi. Al suo fianco, si collocano liste come Grande Sud, Partito dei Siciliani – Mpa, Futuro e Libertà per L’Italia e Ppa – Partito Pensiero Azione – Piazza Pulita. Già parlamentare con Forza Italia e berlusconiano della primissima ora, pare ora aver separato i suoi destini politici da quelli del Cavaliere.

Saltiamo adesso a Nello Musumeci, 57 anni e amministratore esperto, dopo alcune esperienze in Sicilia è diventato Parlamentare europeo, prima, e sottosegretario alla presidenza del Consiglio nell’ultimo governo Berlusconi, poi. Oggi, la sua candidatura a governatore è appoggiata dal Popolo della Libertà, Cantiere Popolare, Nello Musumeci Presidente, Alleanza di Centro.

Proseguiamo l’elenco con Lucia Pinsone, insegnate di matematica 53enne è immpegnata da anni in alcune battaglie sul diritto al lavoro, che la hanno vista coinvolta anche personalmente. Fondatrice del movimento Voi Volontari per L’Italia, è spalleggiata anche dalla lista Obiettivo Sicilia.

Ultima, ma solo in ordine alfabetico, è la corsa solitaria di Gaspare Sturzo, magistrato antimafia 50enne e discendente di don Luigi Sturzo, fondatore del Ppi. Autore di numerosi saggi, docente di diritto penale, nel 2001, dopo numerose inchieste su corruzione e appalti, è diventato Consigliere giuridico a palazzo Chigi. A sostegno della sua candidatura, il solo simbolo di Sturzo Presidente.

Uno di questi, lunedì, sarà il nuovo governatore della Sicilia. Ricordiamo che le elezioni regionali saranno a turno unico, con sistema proporzionale corretto con quota maggioritaria.

Incombe il pericolo del voto disgiunto: esprimendo la preferenza per il simbolo sulla scheda, si dà il voto anche al candidato governatore, mentre barrando solo il nome del candidato stesso non viene riconosciuto il voto alla lista.


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