Parte il conto alla rovescia per gli esuberi degli statali. Ieri il ministro per la funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi ha annunciato la road map per i tagli alle piante organiche degli enti pubblici, secondo quanto previsto dalla legge di conversione 135/2012, altresì conosciuta come la spending review.

A distanza di due mesi dall’approvazione definitiva, dunque, uno dei capitoli più contestati della revisione di spesa pubblica entra nel vivo, con le indicazioni contenute nella circolare 10/2012 dal titolo “Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni“, adottata dal ministero della Funzione Pubblica. In essa, vengono diramate le “istruzioni per l’esubero“, ossia le linee guida che gli enti dello Stato dovranno seguire per ridurre le proprie dotazioni di personale.

Con finalità indicative, la spending review aveva fissato genericamente un taglio diffuso per il 20% dei dirigenti e il 10% dei dipendenti, corrispondenti a un totale 24mila esuberi, di cui non meno di 11mila nei ministeri. Per loro, si aprirà la porta della mobilità o, in caso di possesso dei requisiti, di prepensionamento, sempre traghettato dal ricorso alla stessa mobilità, di durata biennale all’80% dello stipendio.


Ora, la norma viene contestualizzata alle differenti tipologie di istituti. Tra questi, i primi a partire con le sforbiciate al personale saranno proprio quelli afferenti alle amministrazioni centrali. Già venerdì, infatti, agenzie ed enti pubblici – incluso il comparto della ricerca – dovranno diramare i risultati del monitoraggio sui  possibili esuberi, mentre per i Ministeri, i cui tagli sono tra i più attesi, ci sarà qualche giorno di tempo in più, fino a giovedì 4 ottobre.

Ora, entro fine anno, spiega la circolare, ogni ente dovrà indicare quanti posti saranno riassorbibili, insieme a quelli che, invece, andranno espunti dalle piante organiche. A questo proposito, ad avere la peggio, dovrebbe essere l’Inps, che dovrebbe incorrere in un maxitaglio di oltre 4mila dipendenti. Non è escluso che una parte di questi, però, venga dirottata sui alcuni Ministeri, come quello dell’Istruzione, dove permangono buchi nell’organico.

Sulle misure adottate dal governo in materia di esuberi, Patroni Griffi non ha mancato di ricordare come si tratti di una “operazione complessa”, finalizzata non solo a ridurre gli sprechi dal pubblico, ma a individuare le strade praticabili in contrasto al surplus di disoccupazione, con ricorso a “cessazioni dal servizio, mobilità volontaria, contratti di solidarietà o collocamento in disponibilità”

Di certo, se ne saprà di più in corso d’opera, anche se i sindacati non intendono arretrare dai loro propositi critici, confermando lo sciopero generale indetto per venerdì, proprio il giorno del via effettivo alla spending review degli statali. A incrociare le braccia saranno i lavoratori iscritti a Cgil e Uil, mentre la Cisl ha ribadito la sua linea più conciliante verso le politiche governative.

L’incontro di ieri proprio tra Patroni Griffi e le sigle sindacali non è insomma riuscito a scongiurare la protesta, nonostante le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori siano riuscite a strappare al ministro alcune promesse sui futuri contratti, in particolar modo quelli a tempo determinato, che dovrebbero giovarsi di una riduzione dei periodi di stand by precedenti all’eventuale rinnovo.

Leggi il testo della circolare ministeriale sugli esuberi degli statali

 


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